IMPRUNETA – Negata la richiesta di un consiglio comunale aperto, la risposta dell’opposizione non si è fatta attendere ad Impruneta.
In occasione del consiglio ordinario previsto per oggi, venerdì 25 novembre, gli esponenti del Coraggio di Cambiare, del MoVimento 5 Stelle, ed il direttivo di obiettivo comune (ma non il consigliere Roberto Viti), hanno deciso di non salire in aula in segno di protesta.
“Hanno inserito all’ordine del giorno del consiglio comunale ordinario i punti che noi avevamo richiesto come consiglio aperto" ci spiega Riccardo Lazzerini.
I punti in questione sono i seguenti: il destino di Villa Larderel, la mancata realizzazione delle previsioni urbanistiche, le infrastrutture generali, l’utilizzo dei locali di via Cavalleggeri da poco trasferiti a Tavarnuzze, ed il quadro complessivo degli sviluppi futuri del territorio.
“Questa è una manovra che va contro il Testo unico degli enti locali – prosegue Lazzerini – contro la legittima espressione delle minoranze: per questo abbiamo deciso di non entrare e di non legittimare il consiglio.”
Tutto ciò a seguito di una comunicazione inviata al Prefetto sull’accaduto, alla commissione vigilanza e controllo della Regione, al consiglio delle autonomie locali e alla Città Metropolitana.
“Questo era un consiglio che era stato richiesto attraverso le stesse modalità dei cinque precedenti – continua Sandro Bressi – non capiamo perché l’amministrazione si rifiuti di confrontarsi in consiglio aperto sugli stessi temi su cui si confronta in via ordinaria”.
Anche Francesca Socci è dello stesso avviso, ritenendo questo rifiuto “una vera e propria mancanza di democrazia: passare al consiglio ordinario significa far decidere la maggioranza su questioni di diritto delle minoranze.”
“Se un consigliere politico rappresenta degli elettori di una determinata zona – si inserisce Francesco Bianchi del M5S – essi stessi si rivolgono a lui. Ma in questi casi è difficile anche per noi adempiere al nostro ruolo politico, svilito da comportamenti atti a negare la partecipazione e la democrazia”.
E mentre la protesta si svolge sotto il palazzo comunale, improvvisamente una finestra si apre: è il sindaco Alessio Calamandrei, che chiede all’opposizione se ha intenzione di salire in sala.
La risposta è una sola: “Noi rimaniamo qui.”
di Costanza Masini
© RIPRODUZIONE RISERVATA

























