IMPRUNETA – Rimette il mandato nelle mani del segretario metropolitano Marco Recati. Prima delle tanto attese primarie di domenica 29 aprile, che vedranno di fronte Alessio Calamandrei, sindaco uscente, e Matteo Aramini.
L'ultimo colpo di scena in questo turbolenti aprile del Partito democratico di Impruneta lo scrive il segretario comunale, Stefano Bellacci.
"Il gruppo dirigente del Partito democratico di Impruneta – dice – del quale io sono il segretario, non è riuscito a presentarsi unito all’appuntamento delle prossime elezioni amministrative del 10 di giugno".
"La stragrande maggioranza della nostra gente – prosegue Bellacci – indipendentemente dal candidato che voterà, è perlomeno sconcertata e ci dice che non capisce la scelta delle primarie e il fatto che non si sia trovata una sintesi all’interno dei nostri organismi. Pensano, infatti, che abbiano prevalso le beghe e le rivalità interne sull’interesse del partito".
"Questo – dice in piena autocritica – significa che siamo un gruppo dirigente che non rappresenta più la propria base. Considerato che l’unico obbiettivo che mi ero proposto, all’atto di accettare la ricandidatura a segretario comunale, era l’unità del partito nel percorso verso le amministrative del 10 giugno, e che un gruppo dirigente che non è in sintonia con la propria base è bene che non guidi il partito verso le elezioni, ho rassegnato nelle mani del segretario metropolitano Marco Recati e dell’Unione Comunale di Impruneta le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di segretario comunale".
"Faccio questa scelta oggi – tiene a sottolineare – e non dopo le primarie perché non voglio che la mia decisione sia in nessun modo legata all’esito delle primarie stesse. Se domenica vincesse Matteo e io mi dimettessi lunedì sarebbe facile per tutti dire che mi sono dimesso perché ero contro Matteo. Se vincesse, come credo e auspico, Alessio, la mia decisione post primarie sarebbe incomprensibile ai più".
"Ho chiesto al segretario metropolitano – annuncia – di prendere la situazione in mano direttamente, o tramite un suo delegato, e di guidare il partito verso le prossime amministrative, ovviamente insieme al candidato sindaco che risulterà vincitore domenica sera".
"Io – conclude – da semplice iscritto, fino a domenica lavorerò perché Alessio Calamandrei vinca le primarie, da lunedì lavorerò perché il Pd vinca le amministrative del 10 giugno e infine, quando ci sarà il nuovo congresso ad Impruneta, mi impegnerò perché ci sia quel profondo rinnovamento della classe dirigente che è indispensabile al rilancio del nostro partito".
di Matteo Pucci
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