TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – "E' un problema che, nonostante le ripetute segnalazioni da parte mia e di altri utenti a Publiacqua, non riusciamo a risolvere. Spero che raccontandolo al Gazzettino del Chianti qualcosa in più si riesca ad ottenere".
A parlarci è Fulvia, tavarnuzzina, che ci racconta le problematiche del fontanello per la distribuzione dell'acqua di qualità (naturale e gassata) a Tavarnuzze. Quello vicino alla piazza e alla Pubblica Assistenza.
"Nel mese di luglio e fino a tutto settembre – ci dice ancora – abbiamo fatto decine di telefonate al numero verde per segnalare il guasto, ma puntualmente il fontanello non erogava acqua gassata".
"Oltretutto – sottolinea – al danno si aggiunge la beffa… in quanto gli utenti si accorgono che l'acqua non è gassata solo dopo, pagamento avvenuto".
Insomma, soprattutto quelli non informati del guasto ("Anche perché al fontanello – rimarca Fulvia – non appare nessuna segnalazione che faccia pensare che non è funzionante… e solo pagando possiamo scoprire se il fontanello è stato riparato o meno", mettono i soldi e… zero acqua con le bolle.
"Sembrava una grande iniziativa di grandissima civiltà e spessore ecologico – dice delusa – e ambientale. Riduzione di plastica e costi di smaltimento. E si paga anche volentieri per questo".
"Io – racconta ancora – tutti giorni parto da casa con le mie bottiglie di vetro e puntualmente, dopo naturalmente aver introdotto la tessera e pagato, mi accorgo che il fontanello eroga solo acqua naturale".
"E' possibile – si domanda in conclusione – che pur pagando non riusciamo a mantenere questo servizio? Pensare che basta andare al Galluzzo per avere un fontanello che eroga acqua gassata senza problemi e senza costi".
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA

























