IMPRUNETA – Martedì 28 marzo il consiglio comunale in cui la maggioranza ha approvato il contestatissimo bilancio 2017. Quello dei grandi tagli alla cultura, alle manifestazioni storiche con Festa dell'Uva e Fiera di San Luca.
Quello che sta aizzando la bagarre, politica e paesana. Una sorta di "trampolino" di lancio per la campagna elettorale che partirà a breve.
Chi osserva interessato è sicuramente Joele Risaliti. Ex vicesindaco, fatto fuori nel "famoso" rimpasto di giunta, da poco nominato presidente dell'associazone Art.Art. Proprio lui negli anni di mandato ha seguito la cultura e le associazioni. Ente Festa dell'Uva e Associazione Fiera di San Luca comprese.
Risaliti, i tagli operati dall'amministrazione comunale imprunetina al settore della cultura, e in particolare a Fiera di San Luca e Festa dell'Uva, stanno facendo montare la polemica. Se li aspettava?
"Sono quasi vent'anni che le amministrazioni locali subiscono la riduzione dei trasferimenti statali, che hanno generato sempre maggiori difficoltà nella gestione dell’erogazione dei servizi comunali. Quindi mi aspettavo una riduzione dei contributi ma non un totale azzeramento".
Lei ha seduto in questa giunta per oltre metà legislatura, con la carica di vicesindaco e a contatto diretto con le associazioni: ritiene che negli ultimi mesi si sia perso un po' il contatto con il mondo associativo?
"Il contatto con il territorio non c’è, né come presenza fisica degli amministratori né nei percorsi politico-amministrativi. Per collaborare con le associazioni bisogna confrontarsi e condividere strategie di interesse generale. In passato i contributi venivano erogati su iniziative concordate, affinché si potesse avere una più ampia e diversificata offerta di eventi culturali. Perché una crescita sociale da altrettanta crescita culturale, attenta al mondo contemporaneo".
Ritiene corretto chiedere se al posto della cultura si sarebbero tagliati servizi sociali? Oppure, viste le "lune" che stiamo vivendo, l'amministrazione comunale, insieme alle associazioni, avrebbe dovuto trovare un percorso diverso per sostenere le feste?
"No, credo che i servizi sociali siano una priorità e per tanto bisogna cercare, per quanto possibile, di non operare alcun taglio. Questo non è il punto. Oggi la figura dell’amministratore pubblico non si può più limitare alla semplice gestione “casalinga” delle risorse, ma ha l’obbligo di ricercare e costruire percorsi amministrativi affinché siano attiviate le risorse esterne dei bandi metropolitani, regionali, statali, europei o delle fondazioni private. Sarebbe stato necessario sostituire la mancanza di risorse pubbliche attivando una strategia di fund raising su progetti di qualità e di ampio respiro. La crisi sociale e di identità che stiamo attraversando ci impone di lavorare a progetti di crescita culturale per il nostro territorio. Non ho difficoltà ad affermare l’assoluta importanza che manifestazioni come Fiera di San Luca e Festa dell’Uva hanno per le nostre comunità, ma sarebbe un errore limitare i progetti e le attività culturali soltanto a questi due importanti eventi. In termini pratici questo comporta anche la non possibilità di accedere a potenziali finanziamenti a cui altre amministrazioni, evidentemente più lungimiranti, hanno avuto accesso con progetti più qualificati".
Al di là del fatto che l'erba del vicino è sempre più verde… ma allora al cittadino comune viene da chiedere, come mai nei comuni vicini è un fiorire di eventi e iniziative, pur vivendo tutti lo stesso periodo storico?
"Proprio per quello che dicevo prima infatti in molti Comuni vicini a noi ottengono finanziamenti esterni perché hanno una strategia e la perseguono. Come esempio basta dare uno sguardo ad un Comune “nostro parente”, Montelupo Fiorentino, per eccellenze artigianali. Un Comune di circa 15.000 abitanti che negli ultimi anni è riuscito ad investire ed attivare risorse attraverso progetti che stanno avendo risalto a livello nazionale ed internazionale. Questo è solo un esempio, ne potrei citare altri. Nessuna strategia significa nessuna risorsa".
Pensa, infine, che di fronte a questa situazione Festa dell'Uva e Fiera di San Luca rischiano seriamente di chiudere i battenti?
"Non credo e non me lo auguro, sono parte dell’identità collettiva del nostro territorio e credo sia interesse di tutti che continuino la propria storia".
di Matteo Pucci
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