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lunedì 5 Dicembre 2022
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    La Festa dell’Uva della rinascita: un “viaggio” fra i quattro carri portati in piazza dai rioni

    Grandi emozione per questa 96esima edizione, che arrivava dopo gli anni di stop causa Covid. E grandi emozioni nel ricordare una persona come Luca Gasparri

    IMPRUNETA – La 96esima edizione della Festa dell’Uva all’Impruneta di domenica 2 ottobre è stata l’edizione della ripresa.

    Una ripresa che gli imprunetini aspettavano da tre anni: l’ultima sfilata in piazza infatti, causa Covid, risaliva al 2019.

    Progettazione, creatività e lavoro sono alla base dello spettacolo che oggi, domenica 2 ottobre, migliaia di persone hanno apprezzato nella magnifica cornice di piazza Buondelmonti.

    Per più di tre ore centinaia di rionali sono riusciti a racchiudere note, canti, scenografie, emozioni e maestosi carri in un connubio perfetto.

    Un’edizione che rimarrà nella memoria di molti non solo perché simboleggia una ripartenza, ma anche perché caratterizzata da novità assolute. E da un forte carico emotivo.

    Insieme ai consueti saluti e ai doverosi ringraziamenti, è stato trasmesso sul grande schermo un video in ricordo di Luca Gasparri, scomparso nel maggio scorso.

    Rionale del Pallò, suo grande presidente, a lungo alla guida anche dell’Ente Festa dell’Uva, per decenni ha dato un contributo fondamentale. Affinché la Festa potesse diventare ciò che è oggi.

    La fine del video ha dato vita a un lunghissimo applauso, ripetuto poi prima della premiazione in un abbraccio struggente della piazza. Che ha abbracciato, a partire da tutta la famiglia palloiana, Chiara, la moglie di Luca, che ha aperto la sfilata del rione verde.

    Il cantante grevigiano Aleandro Baldi, con chitarra e microfono, ha interpretato dal vivo, sulla terrazza del palazzo comunale, la sua canzone inedita. Dal titolo “La Festa dell’Uva”, è stata scritta proprio per questa grande unione di popolo.

    Canzone che ha emozionato le persone che per settimane, con fatica e impegno, contribuiscono a creare un evento unico. Che ogni anno coinvolge dai più piccoli fino a coloro che mettono una fondamentale esperienza al servizio di tutti, e che tramandano ai più giovani segreti ed entusiasmo.

    Un testo che racconta, citando tutti e quattro i rioni, ciò che significa la Festa dell’Uva e ciò che rappresenta.

    Complice un meteo favorevole, i quattro rioni sono scesi in piazza per far sì che lo spettacolo potesse prendere vita. E arrivasse a premiare, dopo minuti di attesa estenuante, il rione vincitore di questa edizione: il rione del Sant’Antonio.

    96esima Festa dell’Uva di Impruneta: in piazza Buondelmonti trionfa il rione del Sant’Antonio

    I rionali e le rionali in maglia bianca si sono imposti sugli avversari grazie a uno spettacolo che ha conquistato la giuria, dando poi vita a un urlo di liberazione e felicità all’annuncio dei 54 punti che gli hanno permesso di alzare la coppa.

    Dietro di loro, staccato di soli 5 punti, il rione che sembrava avesse la vittoria in pugno viste le voci che correvano tra i sampietrini appena terminate le esibizioni: il Pallò.

    Terzo, con 33 punti, il rione delle Fornaci; che ha staccato e lasciato all’ultimo posto il rione delle Sante Marie, fermo a 29 .

    IL PRIMO POSTO DEL SANT’ANTONIO

    “La natura vince ancora”. È questo il titolo dello spettacolo che il rione del Sant’Antonio ha portato in piazza.

    Una manifestazione di grande chiarezza: nei concetti espressi e nella magnifica coreografia allestita principalmente da Niccolò Poggini, che saltando e correndo in tutti gli angoli della piazza ha guidato i tanti rionali a creare uno spettacolo avvolgente e magnetico.

    Analizzando il problema del cambiamento climatico, citando visivamente i disastri che questo può creare, il rione vincitore ha fatto forza sulla linearità e sulla chiarezza di ciò che ha messo in scena.

    Riuscendo anche a mettere in secondo piano il fatto che, forse, il carro non fosse tra i migliori degli ultimi anni.

    Tra fuoco, acqua, ghiaccio, cenere, alberi, scale, e l’Arca di Noè a simboleggiare la salvezza e la rinascita, il Sant’ Antonio ha conquistato pubblico e giuria.

    FOTOGALLERY / “La natura vince ancora”, la sfilata del rione del Sant’Antonio

    PALLO’: UN OTTIMO SECONDO POSTO

    Un carro pazzesco quello del rione caratterizzato dal consueto colore verde e vincitore uscente dell’edizione del 2019.

    Una scenografia industriale condita da scintille a profusione che per un gioco di prospettiva sembra escano da lattine ricolme di benzina.

    Fumi che danno l’impressione che nella fucina, ricostruita a pennello, ci sia davvero qualcosa di incandescente. Con l’uso di odori che ha coinvolto lo spettatore in un’esperienza avvolgente. La sensazione di percepire lo spettacolo con tutti i sensi a nostra disposizione.

    Ed è questo l’aspetto su cui il rione ha puntato maggiormente. Da qui anche il nome dell’esibizione “Sensi di Libertà”.

    I colori visibili sono perlopiù quelli caratteristici del vino e dei vigneti, mantenendo così il legame che inevitabilmente la Festa dell’Uva deve avere col nettare degli Dei.

    Insomma, un insieme di emozioni sensoriali: che però non è bastato a bissare la vittoria della scorsa edizione.

    FOTOGALLERY / “Sensi di Libertà”, la sfilata del rione del Pallò

    33 PUNTI E TERZO POSTO PER LE FORNACI

    Una tragedia shakespeariana ha guidato il pubblico per tutta la durata dell’esibizione del rione delle Fornaci.

    “Romeo e Giulietta”, analizzata facendo un analogismo tra la faida Capuleti-Montecchi con quella tra uomo e ambiente, ha fatto da pretesto per descrivere una società che ha dimenticato il proprio rapporto con madre natura.

    Uno scontro che i rionali hanno cercato di esprimere prima con stimoli punk-rock, dalla colonna sonora alle moto portate in piazza, per poi arrivare a mettere in scena un candido ed elegante ballo sulle note di “Eppure sentire” di Elisa.

    Il tutto abbracciato da due carri all’apparenza semplici, ma curati in ogni dettaglio. Tanto da far dispiacere qualcuno quando, per ragioni legate all’esibizione, una metà di entrambi i carri è andata distrutta.

    FOTOGALLERY / “Giulietta e Romeo”, la sfilata del rione delle Fornaci

    SANTE MARIE, QUARTE

    Il rione che fa da sfondo alla manifestazione, vista la sua posizione geografica rispetto alla piazza, si è esibito con lo spettacolo dal nome “Negli intrecci della nostra storia”.

    Intrecci che hanno anche un significato letterale visto che lo spettacolo parla proprio dell’arte storica imprunetina di intrecciare la paglia.

    Lavoro che in passato era per lo più portato avanti dalle donne, e per questo legato indissolubilmente con la ricerca e la conquista dei diritti da parte del genere femminile.

    Un connubio espresso tramite balli coinvolgenti per molti tra quelli che hanno assistito allo spettacolo ma che, col passare del tempo, forse si sono scordati delle sensazioni provate durante l’esibizione.

    Infatti, il rione Sante Marie è stato il primo a scendere in piazza, perciò con il dovere di rompere il ghiaccio. E di essere ricordato magari con maggiore difficoltà rispetto a quelli  venuti dopo.

    FOTOGALLERY / “Negli intrecci della nostra storia”: la sfilata del rione Sante Marie

    VETRINE E DONAZIONE DEL SANGUE

    Oltre alla vittoria per la Festa dell’Uva, ci sono state anche altre due proclamazioni.

    La vetrina di Simona Bellocci, del negozio “Cuci e Ricuci”, ha vinto il 41° Concorso “Vetrina dell’Uva”, sfida tra i commercianti del paese per la vetrina più bella ispirata alla festa. Seconda classificata la vetrina del Parrucchiere Orsini e terza Il Girasole Blu di Diana.

    La gara di solidarietà per la donazione del sangue tra rioni è stata vinta, come da “tradizione”, dal rione delle Fornaci.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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