IMPRUNETA – E’ un ricordo a dir poco struggente quello che Alessio Calamandrei, sindaco di Impruneta per dieci anni, affida ai suoi canali social per salutare Filippo Gabriele.
Il 33enne imprunetino morto nella prima mattina di oggi, venerdì 9 febbraio, in un incidente stradale sulla superstrada Merano-Bolzano, in Alto Adige.
Eccolo qui sotto.
Ciao Pippo!
“Vivi solo una volta, ma se lo fai bene, una è sufficiente!”
Così si presentava Pippo su Facebook. Fa strano leggerlo oggi. Una frase forse ai più scontata, ma era “La barra dritta di Pippo”.
E sfido chiunque a dire che Pippo non l’abbia fatto fino in fondo. Troppo Presto? Ovvio che sì.
Senza nessuna piaggeria, che oggi per molti sarebbe di rito, ma Pippo è sempre riuscito a fare della propria vita ciò che lui si imponeva, e ciò che lui desiderava.
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Sicuramente tanti dubbi (e poche paure), ma per come l’ho conosciuto io, ha sempre buttato il cuore (e la benemerita incoscienza dei ragazzi), oltre l’ostacolo.
Un ragazzo di cuore, ma certo non le mendava a dire, nemmeno al primo cittadino! Quando aveva un’idea, uno spunto, o qualsiasi cosa da dirti, te la diceva senza mezzi termini.
Un cuore gentile, trasparente. Le sue affermazioni o semplici richieste, spesso ti lasciavano senza risposta.
Una persona sempre disponibile. Quello a cui non era disponibile? Girarsi dall’altra parte. E non entro nel merito.
Un santo? Certo che no! Tutto si può dire di Pippo, tranne che fosse un santo. E nessuno, per cortesia, faccia l’ipocrita.
“Sindaco, (anzi “Sindi”) ma ora cosa fai?” mi ha chiesto questa estate in una sera di calura pazzesca in piazza Buondelmonti, sorseggiando un drink al circolino. “Mi ributto sul popolo della notte!” gli ho risposto io scherzosamente.
E lui senza batter ciglio mi ha risposto: “Se hai bisogno di un barman come si deve, io sono a disposizione!”.
Pippo era Pippo. Se era al paesello quando giocava il basket, mai si sarebbe perso una partita, facendo un casino dell’altro mondo, come è nelle corde dei tifosi della Bombonera.
Pippo era Pippo sul rione delle Sante Marie, in piazza per un aperitivo, o dovunque tu lo incontrassi.
Pippo era Pippo nel fare le sue stagioni lavorative a giro per il mondo. Dove voleva andare andava. E trovava subito lavoro. Da Fuerte Ventura, a Ibiza, da Amsterdam alle Dolomiti, la differenza per lui era solo uno schiocco di dita.
La conoscenza, il confronto, le relazioni, è stato sicuramente il punto di forza di Pippo.
Ho sempre avuto un’invidia (io che ho viaggiato molto poco), nei racconti che Pippo mi faceva, magari rivedendolo dopo sei mesi, un anno. Quell’invidia serena, mai cattiva, nei confronti di chi ha viaggiato, conosciuto, visto, interiorizzato.
Quei viaggi che comunque ti fanno crescere. E dopo i suoi racconti, quasi a doversi giustificare mi diceva: “Per ora mi fermo”. E poi scoprivi che nemmeno 15 giorni dopo era già ripartito.
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Oggi ho pianto.
Ora che ci penso non ricordo nemmeno se ho pianto sei anni fa per la morte di mio padre.
Da oggi Impruneta ha un angelo in più che veglia sulla comunità. Ma Pippo non sarà sempre li.
Spirito libero come era, se lo doveste incontrare vi dirà: “Non so quanto rimango, ho ancora tanti posti da vedere, e adesso ho tanto tempo a disposizione”.
Ciao Pippo, anima e spirito libero.
Il tuo “Sindi”.
Alessio
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