Panchina in piazza Buondelmonti, riparte la “battaglia” per toglierla

La rilancia Il Coraggio di Cambiare. Il sindaco: "Trovate i soldi per rimuoverla e per me si parte"

IMPRUNETA – Non c'è niente da fare: quella panchina verde in cima a piazza Buondelmonti, che interrompe a un certo punto la scalinata della Commenda (già ferita dai cassonetti interrati posti davanti) rappresenta un nodo irrisolto all'Impruneta.

 

Sia da un punto di vista paesaggistico, sia da quello del legame (mai nato) degli imprunetini con quest'opera che custodisce la famosa pepita di rame. Sia da quello politico.

 

Ed è il gruppo di opposizione Il Coraggio di Cambiare a rilanciare, con l'inizio del nuovo anno, la battaglia per rimuovere quel manufatto che, non dimentichiamolo, nel 2010 vide tre persone ferite durante la sfilata della Festa dell'Uva.

 

Con conseguenti strascichi legali e, recentemente, con l'amministrazione comunale che ha citato in giudizio l'Ente Festa dell'Uva, con la furibonda reazione dell'allora presidente Luca Gasparri.

 

Insomma, se non si fosse ancora capito quella panchina è un qualcosa di avulso sotto molti punti di vista. E i detrattori sono sempre di più.

 

Stavolta però, per la prima volta, in un serrato scambio di opinioni sui social con il consigliere comunale del Coraggio di Cambiare Riccardo Lazzerini, il sindaco Alessio Calamandrei non chiude le porte a una sua rimozione. Tutt'altro.

 

"Trovate nel bilancio i soldi per rimuoverla – scrive Calamandrei – e per me si parte!". E anche all'idea di una raccolta fondi fra cittadini per toglierla da lì, il sindaco è chiaro: "Se non ci sono elementi burocratici ostativi per me si va a dritto".

 

Anche perché, come detto, Il Coraggio di Cambiare ci va pesante sulla questione: "È un dato di fatto che tale manufatto,  a tutt'oggi non è stata mai inaugurata come dimostrazione di uno stato di vergogna al cospetto di tanti danni oggettivi che tale "opera" ha causato". 

 

"Ricordiamo – proseguono – che la panchina artistica (opera che è costata a tutti noi oltre 50.000 euro tra progettazione, istallazione e riparazione,  il cotto invetriato è stato donato) è stata al centro di recenti polemiche dopo la denuncia all'ex presidente dell'Ente Festa dell'Uva, a seguito del crollo e conseguenti danni fisici a degli spettatori della festa del 2010".  

 

"La piazza invece – rilanciano – avrebbe bisogno di essere valorizzata con la chiusura al traffico veicolare, e il ripristino del pavè in porfido eliminando le toppe di catrame…". 

 

"Ma ripartiamo da oggi – tornano alla panchina – riteniamo necessario, per sbloccare la situazione,  lanciare la costituzione del "Comitato per la rimozione della panchina artistica", che si dovrà occupare del recupero delle risorse necessarie per la rimozione della stessa e, nel caso, della reinstallazione in luogo più consono (ammesso che ci sia)". 

 

"Riteniamo – dicono dal CDC – che questo, potrebbe essere il primo passo per smuovere altre problematiche analoghe se non peggiori come la "muraglia" dei Bottai, il traliccio Enel al promesso Parco delle Cave a Tavarnuzze, l’anello di via Barducci o altre infrastrutture come il Parco Pali anch’esso promesso ma mai realizzato, con un attenzione particolare ai parcheggi perennemente insufficienti da sempre a Tavarnuzze".

 

"Lanciamo così la nostra sfida – concludono – che, speriamo, venga raccolta da molti concittadini,  associazioni. E, perché no, dall'amministrazione stessa".

di Matteo Pucci

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