IMPRUNETA – La questione era già stata sollevata tempo fa, da altre proteste. E va a intrecciarsi a un'altra questione, stavolta tutta politica, anch'essa aperta da tempo: ovvero quella della mancanza di un'area cani nel comune di Impruneta.
Una carenza che, oltre a rappresentare la mancanza di un servizio per i cani e i loro proprietari, in caso di mancata osservanza delle regole di convivenza rappresenta anche una base per conflitti e incomprensioni.
L'ultima protesta è quella di un babbo imprunetino: "Il 25 febbraio scorso – ci racconta – mii sono recato presso il Parco dei Sassi Neri assieme a mio figlio di tre anni e mezzo per giocare a pallone. Il parco, come di consueto, specialmente nei fine settimana è a totale appannaggio di branchi di cani lasciati selvaggiamente liberi di correre ad alta velocità su tutto lo spazio verde".
"Uno di questi cani – prosegue – di grossa taglia, il cui padrone era a centinaia di metri di distanza (a fare capannello col solito gruppo di adolescenti che occupa le panchine e le staccionate del parco) è andato verso mio figlio prendendo il pallone dalle sue mani e forandolo con i denti. Mio figlio è scoppiato a piangere terrorizzato".
"Nel tentativo di preservarlo dall'attacco del cane – dice ancora il babbo – probabilmente giocoso ma altrettanto pericoloso, l'ho preso in collo cercando di richiamare l'attenzione del padrone. Quest'ultimo si è guardato bene di accorrere per vedere cosa fosse successo, e nonostante le mie grida e si è allontanato con il gruppo di adolescenti".
"Successivamente – prosegue il racconto – dopo un bel po' di tempo trascorso a cercare di tranquillizzare mio figlio ci siamo rimessi a giocare con il pallone (bucato). Ormai non era più tranquillo, anche perché nel frattempo, come di consueto sono arrivati almeno un'altra decina di cani, che hanno iniziato a correre incontrollati intorno a noi, con i padroni totalmente incuranti della possibilità che mio figlio venisse urtato e fatto cadere (nella migliore delle ipotesi)".
"Non c'è rimasto che tornarsene a casa – rimarca – facendo a zig zag tra le deiezioni degli stessi cani, con mio figlio in lacrime, lasciando il campo a cani, padroni e alla loro inciviltà. E così hanno fatto anche altri piccoli bimbi, accorsi vestiti in maschera nel parco per tirare qualche coriandolo".
"Purtroppo – conferma l'uomo – non è la prima volta che questo accade. Noi genitori ci guardiamo bene di portare i nostri figli ai Sassi Neri proprio per la paura che qualcosa gli possa accadere. Specialmente nei fine settimana è una situazione spiacevole con cui dobbiamo convivere e che lascia nei nostri bimbi (per colpa dei padroni) l'idea distorta che il cane sia un animale pericoloso da cui doversi difendere".
Quello dei cani alla terza piazza però… non è l'unico problema, "considerando che già si registra la fatiscenza dell 'area giochi del Parco, disseminata di vetri, bottiglie di birra e residui di notti brave, i cui giochi vengono continuamente deturpati con graffiti e accendini e che spesso dopo il fine settimana odorano di urina (umana) chiedo rispetto e sicurezza per i nostri bambini".
L'uomo torna quindi, come fatto da molti "l'allestimento di apposita area cani recintata per mettere in sicurezza il luogo e permettere ai nostri bimbi di goderselo in tranquillità, nonché un maggiore controllo da parte delle forze di polizia municipale per il rispetto delle normali regole di civiltà".
"La mia famiglia – precisa – ama i cani e gli animali e fino a poco tempo fa eravamo anche noi proprietari di un cane ma abbiamo sempre rispettato il prossimo e le più basilari regole di sicurezza soprattutto verso i bambini".
"Mi auguro – conclude l'uomo – che questo mio esposto non resti inascoltato (come invece purtroppo penso) e soprattutto spero con tutto il cuore che non sia necessario ritirarlo fuori in futuro perché qualcuno nel frattempo si è fatto male ed essere costretto a proferire l'odioso "ve lo avevo detto!": Il Comune ne sarebbe responsabile".
di Matteo Pucci
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