Dopo il “terremoto-giunta” Pd imprunetino in fibrillazione: stasera unione comunale

Il vicesindaco Risaliti, fatto fuori da Calamandrei: "Il sindaco dice che si assume le responsabilità. Ci spiegherà"

IMPRUNETA – Quella che Il Partito democratico di Impruneta si appresta a vivere questa sera si annuncia come una unione comunale di quelle… indimenticabili.

 

Sul tavolo il clamoroso rimpasto di giunta annunciato dal sindaco Alessio Calamandrei nel pomeriggio di oggi, mercoledì 30 giugno: dopo le dimissioni di Francesca Buccioni, fuori anche il vicesindaco Joele Risaliti e gli assessori Enrico Bougleux e Leonardo Sodini. Una sorta di ecatombe politica.

 

Altro che rimpasto: a due anni dalla fine del mandato Calamandrei si trova con una giunta tutta nuova. Mai, nella storia politica del Chianti fiorentino, si era assistito a una rivoluzione del genere. Mai.

 

Facendo un paragone calcistico sarebbe un po' come se, caso anche questo mai successo, se una squadra che va male cambia dieci giocatori su undici invece dell'allenatore. Di solito invece è sempre chi guida dalla panchina a rimetterci il posto.

 

Chiediamo al segretario del Pd di Impruneta, Stefano Bellacci, come non si possa parlare di fallimento politico: "E' una opinione, non è la mia. Per ogni assessore c'è una motivazione diversa".

 

Ma il partito è compatto su questa decisione? "La maggior parte delle persone con le quali ho parlato sì. Comunque ne discuteremo nell'unione comunale, poi comunicheremo le nostre valutazioni".

 

E se da un lato Bougleux e Sodini, per motivi diversi, probabilmente non si stracceranno le vesti, i due veri nodi sono stati (e saranno) quelli di Francesca Buccioni (dimessasi con una terribile lettera resa pubblica nei giorni scorsi sul Gazzettino del Chianti) e, soprattutto, Joele Risaliti.

 

Chi conosce il vicesindaco lo definisce a dir poco furibondo per la decisione presa da Calamandrei. Nel merito e nel metodo.

 

 

Quel Calamandrei con il quale aveva siglato il patto che aveva fatto fare allo stesso Risaliti un passo indietro nelle famose primarie del 2013, che incoronarono Calamandrei al posto di Marco Pistolesi. Gettando una buona parte del Pd imprunetino nello smarrimento, dal quale a lungo non si è ripreso.

 

Avrebbe voglia di parlare Risaliti, ma si limita a una dichiarazione tagliente: "Nella sua comunicazione ufficiale il sindaco ha detto che si assume tutte le responsabilità. Nell'unione comunale del partito spiegherà in che modo ha inteso farlo".

di Matteo Pucci

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