Verso la Festa dell’Uva, rione del Sant’Antonio in lutto: l’addio a “Tirolo”

Storico rionale, Emilio Pestelli scompare all'età di 71 anni. Il ricordo dei "suoi" rionali

IMPRUNETA – “Quest’anno il cantiere non sarà più lo stesso senza di lui” ci dicono non appena arriviamo nell'area rionale del Sant’Antonio, nel parco sotto l'omonimo monte.

 

“Lui” è Emilio Pestelli, marito, padre, e rionale, conosciuto da tutti come "Tirolo", scomparso all’età di 71 anni (il funerale è fissato per oggi, martedì 8 settembre, alle 15.30 presso la chiesa di Bagnolo).

 

Il rione del Sant’Antonio infatti porta il fiocco nero a lutto, in segno della perita di un uomo che ha fatto la storia del rione bianco.

 

E sono proprio i suoi rionali a volerlo ricordare con affetto, per questo suo ultimo viaggio: “Noi siamo così: lo spirito di appartenenza non finisce a settembre con la sfilata".

 

"Noi – proseguono – lo sentiamo in tutti i restanti undici mesi, ci riuniamo intorno alle belle notizie e alle disgrazie. E anche "Tirolo" era così, ce lo ha insegnato lui”.

 

Fanno una pausa: “Il Sant’Antonio era la sua seconda casa, la sua seconda famiglia”.

 

"Tirolo", come ci raccontano, era il rionale più vecchio: “La prima volta che montò sul carro avrà avuto tre o quattro anni, e da allora c’è sempre stato”.

 

Ci tengono a ricordarlo. E la voce del rione arriva per bocca di Giovanni Poggini, il presidente, e di Paola, rionale come lui. Ma, soprattutto, amici da una vita di "Tirolo".

 

“Lui – iniziano – potremo dire che era il padre di tutti noi. Anche quando per problemi non ha potuto partecipare in prima persona, veniva sempre sul carro, a dirigere i lavori, talvolta criticava, ma sapevamo che lo faceva con il cuore".

 

“Anche durante l’ultima cena del mese scorso – proseguono – nonostante non avesse potuto partecipare molto, si interessava, chiedeva se avevamo ordinato per esempio il materiale o il gas per far da mangiare. E se qualcosa non gli andava bene… erano urli!".

 

“"Tirolo" è stato presidente per ben dodici anni – ci ricorda Giovanni Poggini – Ricordo ancora quando, durante una cena il giorno prima della Festa, gli facemmo una fascia da sindaco (in foto). Un po’ per scherzare, ma un po’ perché era vero, era il nostro “babbo”, il nostro supervisore. Insomma "Tirolo" era insostituibile".

 

“Anche verso i giovani era grandioso – sussurra commosso – Riusciva sempre a conciliare tutti, era portatore di pace e serenità. E ci mancherà: quest’anno e gli anni a venire”.

 

Anche durante il suo “mandato” il rione ha attraversato, come capita sempre, alti e bassi, "ma non c’è stata una volta – tiene a dire – in cui siamo usciti in piazza non decorosi, anche quando eravamo a lavorare solo in sei. Questo era "Tirolo"".

 

Ma perché “Tirolo”? Da dove nasce questo soprannome? “Da ragazzo – risponde Poggini – quando veniva fatto qualsiasi tipo di struttura, lui per tenerla ferma faceva i tiranti come per le vigne. "Tirolo" perché esperto di… tiranti”.

 

L'ultimo salutolo lasciamo a chi davvero ha conosciuto Emilio, e non solo… "Tirolo". Per questo riportiamo le belle parole scritte da Paola, condivise da Giovanni e da molti altri rionali.

 

“Emilio, Amico mio,

amavi la vita ma ti è sfuggita

come sabbia tra le mani,

neanche il tempo di accorgerti,

di capire,

che sei caduto come una foglia fragile,

spazzata via dal vento"

di Costanza Masini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...