La difesa del segretario Pd: “Parola d’ordine: ridurre il debito per salvare Impruneta”

Bellacci risponde all'attacco di Burgassi, cittadino, iscritto Pd e dirigente che parla di fallimento politico e amministrativo

IMPRUNETA – In questo avvio di 2018 sui social girano bilanci dell'amministrazione imprunetina e Giovanni Burgassi, cittadino, iscritto Pd e dirigente (non nuovo a lettere dai toni sferzanti), dopo che l'ultima seduta del consiglio comunale è saltata per mancanza di numero legale parla di "fallimento politico e amministrativo senza precedenti".

 

# LA LETTERA / "Calamandrei-Bellacci: un fallimento amministrativo e politico senza precedenti"

Gli risponde il segretario del Pd imprunetino Stefano Bellacci con un lungo post: "In realtà quello che Giovanni definisce distruzione del partito è stato in realtà esattamente l’opposto. Mettendo da parte le divisioni pre e post primarie del 2013, ho cercato di rimettere insieme tutti i pezzi del partito, facendo addirittura un accordo politico che ha portato al rimpasto di giunta del 2016".

Continua Bellacci: "Lo stesso ha portato alla sostituzione, fra gli altri, dell’allora vicesindaco Joele Risaliti non certo però per motivi politici, tanto che io e il sindaco abbiamo prima offerto il ruolo di assessore a Giovanni Burgassi stesso e poi, dopo il suo rifiuto, lo abbiamo offerto a Lorenzo Vallerini che all’epoca delle primarie era stato, insieme a Giovanni, uno dei sostenitori proprio di Joele Risaliti".

Burgassi nella sua lettera attacca soprattutto il sindaco Alessio Calamandrei e scrive che “Si vanta di non aver preso un solo euro di mutuo mentre il territorio ha urgente bisogno di interventi di manutenzione che tre altalene elettorali non possono nascondere”.

 

Questa affermazione racchiude in sé anche tutte le polemiche di questi anni con le opposizioni e molti dei problemi con i cittadini. Giustifica la scelta il segretario Pd: "E' stata proprio questa politica dell'indebitamento nei decenni passati a portare l’Impruneta sull’orlo della bancarotta. I cittadini di Impruneta, quando finalmente lo capiranno, dovranno ringraziare questa amministrazione e quella precedente per non aver acceso nessun mutuo negli ultimi 10 anni".

Riepiloga Bellacci: "Dieci anni fa il debito per mutui (solo parte capitale) era di circa 30 milioni di euro.Oggi, per fortuna, questa cifra è circa la metà, ma comporta ancora una rata annua, capitale più interessi, di circa un milione e mezzo di euro impiccando il bilancio del nostro comune e costringendo l’amministrazione, e di conseguenza i cittadini, a fare enormi sacrifici".

Conclude il segretario Pd: "La “santa alleanza” che si sta costruendo contro di noi, nel caso vincesse le prossime amministrative, indipendentemente dalle promesse che farà in campagna elettorale, dovrà per forza continuare nella politica economica delle ultime due giunte. Nessun nuovo mutuo, vendita degli immobili non strategici per diminuire l’indebitamento e ricerca di finanziamenti esterni per realizzare opere sul territorio. Solo così si potranno liberare risorse fresche nei prossimi anni che permetteranno di andare oltre alla strenua difesa della spesa per il sociale praticata fino ad ora. Tutto il resto altrimenti diventerebbe aria fritta".

di Redazione

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