IMPRUNETA – E' stato un bilancio comunale a dir poco sofferto quello approvato lo scorso 3 agosto a Impruneta.
E' lo stesso sindaco Alessio Calamandrei a spiegarne i tratti salienti. Rispondendo anche alle domande sul voto di astensione di due consiglieri di maggioranza, Gabriele Forconi e Caterina Guidi ("Ne parleremo all'interno del partito a settembre, ci sarà tempo e modo"), e sull'assenza della presidende del consiglio comunale Lilian Kraft ("Aveva già prenotato le ferie").
Calamandrei parla di un confronto in consiglio "sicuramente insolito". Dice che "credo sia giusto e doveroso ricordare che il consiglio comunale ha votato una mozione all’unanimità legata al bilancio, chiedendo che si fermi la continua diminuzione dei trasferimenti da parte dello Stato verso gli enti locali chiamati ormai a fare esclusivamente da gabellieri nei confronti degli enti sovraordinati. E già questo dovrebbe far capire che, sia maggioranza che opposizione, sono consapevoli della difficoltà nello stilare un bilancio comunale sempre più risicato ed ingessato da imposizioni di legge che hanno ormai superato l’accettabilità".
Poi dà un po' di numeri: "Si è passati da oltre 3.500.000 euro di trasferimenti verso il Comune del 2010 a poco più di 700.000 euro nel 2015. Sono circolate ed uscite cifre di ogni genere, credo sia giusto riportarle nelle proprie caselle; purtroppo è vero, c’è stato un aumento delle tasse di 200.000 euro per quanto riguarda la Tasi e di circa 160.000 euro per quanto riguarda l’Ires (e non i milioni che qualcuno ha detto)".
"Con l’entrata in vigore del “bilancio armonizzato” (che ha comportato una lettura diversa dei singoli capitoli) – spiega – si è dovuto provvedere all’accantonamento di un fondo che per il Comune di Impruneta è di oltre 900.000 euro. Se aggiungiamo il taglio di 700.000 euro che anche quest’anno è stato fatto sui trasferimenti, si capisce bene che è oltre il 12% sul capitolo di spesa corrente dell’ente. Vero è che per quest’anno il “fondo di accantonamento” è stato possibile portarlo a poco più di 400.000 euro, ma dovrà essere aumentato nei prossimi anni fino al 100%".
"Tutto questo – continua Calamandrei – ha portato ad un aumento delle aliquote,Tasi ed Ires, manovra non necessaria se i finanziamenti fossero rimasti gli stessi e non nuovamente dimezzati, o se la creazione del “fondo di accantonamento” fosse stato facoltativo da parte dei Comuni. Facile affermare che comuni contermini hanno la Tasi più bassa portando a confronto valori del 2014, certo è che valuteremo costantemente l’andamento nella speranza di future riduzioni".
Capitolo rifiuti: "Sul fronte della Tari nel 2015 ci sarà una riduzione di oltre 120.000 euro, (sui dati certificati 2013) e che dovrà aumenterà l’anno prossimo a seguito dell’ottimo lavoro che i cittadini stanno facendo con la raccolta differenziata".
Poi Calamandrei si toglie qualche sassolino nei confronti dei predecessori: "Anche la parte del “riaccertamento del debito” di oltre 2.400.000 euro (debito del quale l’amministrazione Calamandrei non ha contribuito per un solo centesimo a questo disavanzo, ma tutto pregresso), che ha comportato una rata di 67.000 euro annui per i prossimi trent’anni, sarà monitorata costantemente, e valutata di volta in volta la possibilità di una diversa rateizzazione (possibile per legge)".
"Il gettito fiscale complessivo pro capite – ricorda parlando del tema più caldo di tutti – seppur alto è dovuto in buona parte (classifica Sole 24 Ore di aprile), al fatto che siamo il secondo Comune in toscana, dopo Forte dei Marmi, dove risiede il maggior numero di persone con un reddito superiore ai 120.000 euro annui, ed ovviamente questo alza la media di non poco".
"Già dal 2014 – sottolinea – è in atto una forte battaglia al recupero dell’evasione fiscale, e sono stati recuperati circa 540.000 euro quando ne erano stati preventivati 120.000 euro (cifra che già in approvazione di previsionale 2014 portò non poche critiche a questa amministrazione in quanto secondo i più cifra sovrastimata). Continueremo sicuramente la battaglia all’evasione che è e deve essere un cardine fondamentale di un’amministrazione attenta e capace".
"Sempre nel 2014 – rivendica – con scelte politiche di restituzione mutui si è fatto in modo che l’indebitamento dell’ente scendesse di oltre 1.850.000 euro, ovvero oltre il 10% dell’indebitamento complessivo, ed anche quest’anno scenderà di oltre 1.000.000 di euro".
"Il comparto del sociale – annuncia – così come quello delle manifestazioni locali, non è stato tagliato, sapendo bene che le esigenze sono sempre maggiori, e che le difficoltà nell’affrontare ogni giorno richieste di aiuto da parte dei cittadini sta già portando gli enti locali a fare salti mortali per mantenere almeno gli stessi standard, e riuscire a dare risposte concrete. Nello sport, a seguito di un’aggiudicazione di gara di oltre un anno e mezzo fa, l’amministrazione ha dovuto ritoccare seppur in minima parte e solo per i non associati, la quota di utilizzo degli impianti. Sulla scuola le tariffe di mensa e trasporto non sono state toccate, così come nessun’altra tariffa".
"Certo – ammette – non è una situazione di facile gestione, ed anche la mancata revisione delle rendite catastali comporta un gap difficilmente sanabile da qui a breve. Anche il blocco del “Patto di Stabilità”, che porta ad avere la possibilità economica di spesa ma non di pagamento, sta diventando anacronistico, impedendo investimenti con risorse proprie".
"Questa è senza dubbio la più forte contraddizione che i comuni si trovano ad affrontare – conclude – Sbloccando il patto si potrebbe dare sicuramente risposta a molte delle richieste, spesso anche minimali, (dal marciapiede, alla buca, al decoro in generale) che i cittadini quotidianamente pongono all’attenzione del Sindaco e dell’amministrazione, e che farebbe anche, seppur in minima parte, far ripartire l’economia per piccole aziende del territorio".
di Matteo Pucci
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