IMPRUNETA – Mercoledì 18 gennaio il grido di dolore lanciato dalla famiglia Faviani di Tavarnuzze (padre, madre, due figli, un cane) disperata per lo sfratto esecutivo previsto per maggio (saranno in tv, su Rete 4, a parlarne oggi, venerdì 20 gennaio, all'ora di cena).
# ARTICOLO 1 / Tavarnuzze: padre, madre e due figli. "Presto sfrattati in mezzo di strada"
Una situazione sulla quale è il gruppo di opposizione Il Coraggio di Cambiare a esprimersi: "Già a settembre del 2015 l’allora assessore Francesca Buccioni lanciava l’allarme emergenza sfratti nel nostro comune. Dopo tutto questo tempo nessuna soluzione è stata messa in atto".
"Assistiamo ancora una volta – proseguono -alla gestione dell’ennesima emergenza, in questo caso abitativa, senza minimamente programmarne una politica che trovi le soluzioni senza umiliare e frammentare le famiglie, che come unica colpa hanno quella di avere difficoltà economiche".
"L‘unica risposta che al momento si dà – denunciano – e quella di smembrarle, mettere madre e figli in una casa famiglia lasciando il padre fuori da qualsiasi intervento istituzionale. La spesa giornaliera per la casa famiglia è di circa 50 euro al giorno che per 30 giorni sommano 1.500 euro, quando gli affitti si aggirano intorno alle 600-700 euro al mese".
"Crediamo che sia un paradosso – rilanciano – che porti allo spreco delle poche risorse a nostra disposizione. In altri comuni d’Italia si è fatto accordi con l’UPPI (Unione Piccoli Proprietari) per mettere a disposizione le case sfitte con il comune come garante economico.
Proponiamo che confermi gli accordi con l’Opera Pia per mettere a disposizione una parte maggiore del loro patrimonio immobiliare come case volano in attesa di sistemazioni definitive".
"Inoltre – concludono dal Coraggio di Cambiare – proponiamo che si dia inizio ad un percorso con la Regione Toscana per avviare una politica di recupero e autocostruzione del ex Don Gnocchi, non meno importante, mettere in atto la legislazione regionale della Toscana per la decadenza delle assegnazione per superamento continuato del reddito art.35 della legge Regionale 96/ 1996.Per noi le soluzioni sia a breve che a lunga scadenza ci sono, per chi ci “amministra” sembrerebbe di no".
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA