IMPRUNETA – Ancora polemiche attorno all'operazione urbanistica che prevede la realizzazione delle nuove scuole imprunetine ai Sassi Neri: un'operazione sulla quale, ad oggi, sarebbero in molti a non scommettere.
Uno di questi è Roberto Viti, consigliere comunale di Obbiettivo Comume, che nei mesi scorsi ha chiesto più volte chiarezza sulla stipula, da parte dell'amministrazione comunale, della famosa convenzione Comune-privato. Centrale nella costruzione delle nuove scuole e che è sempre più nell'occhio del ciclone.
"Uno degli interventi ammissibili del nostro Ruc (Regolamento Urbanistico Comunale) – ricostruisce Viti – prevede nell'area delle fornaci storiche Ref e Pesci la realizzazione di 15.800 metri quadri di edilizia residenziale, di 2.000 metri quadri di edilizia artigianale e di una nuova viabilità pubblica che parte in prossimità dall' ingresso della fornace Ref ed arriva nell'area di Edilbilancino".
"La scheda di trasformazione urbanistica – ricorda il consigliere comunale di opposizione – contiene le prescrizioni per realizzare questo intervento che si estende su una superficie di 5,5 ettari. Una di queste prescrizioni prevede che la presentazione del piano attuativo potrà essere effettuata da chi è proprietario di almeno il 90% dell' intera area. Ad oggi non è stato presentato nessun piano attuativo per questo intervento".
Poi arriva alla caldissima questione-scuole: "Con la delibera n. 65 del 10/7/2014 il consiglio comunale ha approvato una convenzione urbanistica con la F.P. spa con la quale si conferiva a questa società la progettazione e realizzazione della nuova scuola materna del capoluogo a scomputo anticipato degli oneri di urbanizzazione secondaria dell'intervento sopra citato".
E' qui che arrivano, pressanti, le domande di Viti: "Ho presentato, il 16 settembre, una interpellanza per richiedere quali fossero gli atti che hanno conferito alla F.P. spa titolo per stipulare questa convenzione. Il 16 ottobre scorso l'assessore all'urbanistica Enrico Bougleux ha risposto affermando che "di tale intervento è titolare la Società F.P. spa in quanto proprietaria dell' area come verificato dal notaio rogante Luca Livi in occasione della stesura della convenzione"".
Ma è proprio qui che, secondo Viti, casca… l'asino: "In base alla documentazione fornitami dall'ufficio finanziario del Comune risulta invece che alla data della stipula della convenzione (ma anche adesso visto che niente è cambiato nel 2015) la situazione percentuale delle proprietà era (ed è) la seguente: Cotto REF srl 66,16 %, Immobiliare SIL.MA srl 18,51 %, HPB srl 5,33 %, Francesco Giovanni e Giuseppina Righini 3,27 %, Alessandro e Maria Teresa Bilancino 2,04 % ed altri ancora in percentuali minori".
"In base a questi dati – rimarca – la F.P. spa non era proprietaria del 90% dell'intera area al momento della stipula della convenzione (non lo è neppure adesso) e pertanto non aveva titolo a sottoscrivere detta convenzione senza esibire una procura da parte degli altri proprietari. Risulta infatti che nella convenzione non sono citati ne tantomeno allegati documenti che facciano riferimento al possesso parziale o totale dell' area da parte della F.P. spa".
"La F.P. spa dunque – è la conclusione di Viti – non solo non ha ancora presentato il piano attuativo per l'intervento descritto all'inizio, ma non è neppure titolare dell' intervento in quanto non risulta dagli atti che sia proprietaria di almeno il 90% dell'area. Quindi, ritengo che la relativa convenzione urbanistica sia quindi da ritenersi illegittima".
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