Il risotto alla bisque di gamberi: ovvero, come utilizzare… il miso

Visto che la cucina italiana si basa sulla fusion tra tante culture diverse e sull’incessante utilizzo di fermentati, stavolta voglio fare una concessione...

Di sicuro pensate che il miso sia in un incrocio tra una diavoleria giapponese e un intingolo buonissimo da inserire in un bel piatto di ramen.

Ma visto che la cucina italiana si basa sulla fusion tra tante culture diverse e sull’incessante utilizzo di fermentati, voglio fare una concessione a uno degli alimenti che secondo me più si presta al largo utilizzo in tutte le cucine.

Il miso.

Ingredienti per la bisque

  • 3 gamberi a persona

  • 1/4 di cipolla a persona

  • 1/4 di carota a persona

  • 1/2 costa di sedano a persona

  • Una punta di concentrato, un pò di peperoncino, una presa di pepe

  • Olio d’oliva

Ingredienti per il risotto

  • Un cucchiaino di miso ogni 2 persone

  • La bisque

  • Del riso circa 60 grammi a persona, magari vialone nano

  • Un goccio d’olio d’oliva

  • Pepe nero

Per la tartara di gamberi

La coda dei gamberi che avete pulito (senza interiora)

  • Olio

  • Sale

  • Salsa di soia

Bisque procedimento

In una pentola riscaldare un giro d’olio d’oliva e mettere teste e carapaci dei gamberi (le interiora avviatele alla spazzatura) gli occhi dei gamberi toglieteli solo se siete intenzionati a frullare il tutto (potrebbero rendere il tutto amaro).

Saltare i carapaci in padella finché non diventeranno rossi, aggiungere il concentrato di pomodoro e un paio di bicchieri di ghiaccio (questo passaggio serve per fissare il colore) in assenza di questo acqua fredda.

Aggiungere le verdure e tutti gli altri ingredienti. Far cuocere per almeno una mezz’ora. Filtrare il tutto e poi restringere a piacimento.

Se volete conservare questa meraviglia potete renderla estremamente densa e congelarla in cubetti, sarà una risorsa straordinaria nella vostra cucina.

Tartara di gamberi procedimento

Togliamoci subito ogni dubbio: l’anisackis nel suo ciclo riproduttivo include anche il passaggio nei gamberi.

Per questo motivo, mangiarli crudi senza abbattimento termico è un errore che potreste pagare piuttosto seriamente.

Consiglio di comprare degli ottimi gamberi abbattuti a bordo che decongelerete sotto l’acqua fredda a filo.

Una volta puliti e in particolare puliti dalle interiore fateli a piccolissimi cubetti, aggiungete prima l’olio che proteggerà la carne tenera dal sale, aggiungete quest’ultimo e un goccio di salsa di soia, se lo gradite ci sta bene anche un pò di limone.

Conservate il tutto con la pellicola a sfioro, meglio in frigorifero.

Risotto procedimento

Tutti i risi adatti a diventare un risotto (carnaroli, vialone, baldo, arborio, roma) devono subire tre passaggi.

Rincrudimento il riso deve essere essiccato a temperatura molto moderata in modo da avere un grado di umidità uniforme e vicino a zero, questo consentirà di essere poi facilmente idratato e eviterà che il chicco si rompa; questa tecnica può essere eseguita a secco o con l’aiuto di una quantità minima di grasso.

In questo caso prendete il vostro riso io consiglio vialone e lo rincrudite.

Cottura

Al riso viene aggiunto una quantità di liquido rigorosamente calda (per evitare che la gelificazionione degli amidi si fermi) che di solito corrisponde a tre volte il peso del riso; può essere aggiunta tutta insieme o un pò alla volta.

Aggiungete la bisque un goccio di salsa di soia e il miso. Portate il riso a cottura ultimata.

Mantecatura

Al riso vengono aggiunti i grassi e gli altri ingredienti, dopo un minuto di riposo si fa saltare il riso per inglobare aria e raffreddarlo gradualmente.

Aggiungete un giro di olio, del pepe nero e un cucchiaino di aceto; lasciate riposare per un minuto, saltate finché non avrete trovato la giusta consistenza. Servite su un piatto rigorosamente caldo.

Aggiungete la tartara di gambero scolandola con attenzione e sistemandola in piccoli mucchietti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono nato a Firenze il primo d’aprile del 1978 all’ora di pranzo.

Mi sono pagato gli studi cucinando, ho fatto il classico al “Machiavelli” e mi sono laureato in chimica all’Università di Firenze.

Vivo da sempre all’Impruneta anche se viaggio per lavoro e per piacere molto di frequente, nel mio sangue scorre il Chianti nei miei pensieri Firenze.

Dirigo i corsi accademici del Cordon Bleu di Firenze, il master in arti e scienze culinarie dell’ateneo IUL e insegno cucina scientifica ad ALMA (Parma).

Ho il piacere di tenere lezioni di cucina in tutta Italia e gestisco consulenze in ambito ristorati un pò a giro per il mondo.

Ogni articolo partirà con un ricordo, o comunque sarà contestualizzato all’interno di un’esperienza.

E diventerà poi una ricetta vera e propria… .

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