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giovedì 25 Luglio 2024
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    Chiara Matteuzzi: vi presentiamo una giovane (e dinamica) ostetrica

    Di: Matteo Pucci

     

    Chiara Matteuzzi ha 26 anni: si è laureata in ostetricia nel 2011 a Firenze. Poi ha conseguito un master in “Diagnostica clinica, strumentale e di laboratorio a supporto delle decisioni dell’ostetrica, per il quale è stata in Inghilterra: la sua tesi l’ha elaborata facendo un raffronto su una fase del travaglio comparando l’Italia e con Londra.

     

    “Oggi sono una libera professionista – ci racconta – e ho deciso di farmi conoscere sul territorio con una serie di incontri, patrocinati dall’amministrazione comunale di San Casciano e dal Collegio Interprovinciale delle Ostetriche di Fi-Si-Gr-Ar-Po. Sono gratuiti e si svolgeranno il 20 aprile, 4 maggio, 18 maggio, 30 maggio presso la sala delle conferenze della biblioteca comunale di San Casciano, a partire dalle 17”.

     

    Il titolo del ciclo di incontri è “Parliamo di”, e ogni volta saranno affrontati argomenti diversi che riguardano la contraccezione, la gravidanza, il bambino 0-12 mesi, la pre-menopausa e la menopausa.

     

    “In pratica – ci spiega Chiara – tutto ciò che è l’ambito dell’ostetrica. In questo percorso mi farò accompagnare da Erica Bianchi (ostetrica), Martina Macinai (ostetrica), Laura Bellandi (laureata in psicologia, sta facendo la specialistica in psicologia dello sviluppo a Padova),  Stefania Pagni (psicologa e psicoterapeuta)”.

     

    Un percorso professionale autonomo che parte con l’idea di presentarsi a un pubblico vasto, composto da ragazzi e ragazze molto giovani fino a mamme e donne adulte. Intraprendenza e competenza spingono Chiara a mettersi alla prova.

     

    “Le persone – ci racconta – in realtà non conoscono bene loro stesse in quanto a funzionalità del proprio corpo, non sanno le implicazioni dell’atto sessuale. Riducono tutto all’atto, senza pensare al dopo. Spiegheremo come funziona la fisiologia degli apparati riproduttivi, come funziona il concepimento. Gravidanze indesiderate? Più che altro è la fascia di età preoccupante, è coinvolta molto giovane. Difficile che ne parlino in famiglia. Per alcune popolazioni straniere addirittura l’interruzione di gravidanza è presa come una pratica contraccettiva”.

     

    “Per la mia tesi triennale – continua – ho fatto uno studio sulla conoscenza e l’utilizzo della contraccezione negli adolescenti. Ai consultori si rivolgono ragazzi da 14 a 25 anni, potendolo fare gratuitamente senza dover coinvolgere i genitori. I dati che ho raccolto e confrontato a livello europeo e internazionale mostrano che negli anni slitta in basso l’età del primo rapporto, passando da 17 anni a 15 anni (in cinque anni fra i due studi)”.

     

    “La contraccezione viene sempre sottovalutata – prosegue – e si pensa che in alternativa ci sia la contraccezione di emergenza. Lo fanno i ragazzi, ma anche le persone adulte. E non c’è conoscenza e informazioni delle malattie sessualmente trasmissibili”.

     

    “Perchè se ne parla poco? Per me i motivi principali sono tre – risponde – Il primo è che le persone non si interessano fino in fondo di una cosa finchè non vengono colpiti. Poi, per il problema della crisi economica, ci sono sempre più tagli ai budget aziendali delle Asl, che devono funzionare come delle vere e proprie aziende; il terzo motivo è che siamo inseriti in un contesto che ha un forte retaggio cultural-religioso che ci arriva dal passato. Tutto quello che riguarda la sessualità del resto  è sempre stato un tabù”.

     

    Nel secondo incontro, quello sulla gravidanza, si parlerà del concepimento. “Come avviene il concepimento – dice Chiara – i vari “miti e leggende” legati all’aumento o meno alla possibilità, alcune incredibili credenze popolari;  come si evolve la gravidanza, quali possono essere i disturbi più comuni e i rimedi senza utilizzare farmaci; quali sono i servizi del SSN e del privato offerti alle donne in gravidanza; la fisiologia del travaglio; qualche informazione su quando andare in ospedale, come riconoscere se si sta iniziando il travaglio o no; il parto a domicilio e il parto in ospedale; il ritorno a casa dopo il parto”.

     

    “Ne parlo – tiene a dirci Chiara, che ha già assistito a decine e decine di parti – perchè in passato perchè le bambine venivano coinvolte dalle mamme nel travaglio, nel parto, vedevano cosa succedeva: adesso con l’aver portato il parto in ospedale c’è un distacco maggiore. Le donne al momento in cui arrivano ad avvicinarsi al parto, soprattutto al primo bambino, si ritrovano spiazzate e impaurite cercando informazioni un po’ dappertutto. Il parto è stato talmente medicalizzato che è diventato quasi una patologia”.

     

    Terzo incontro sarà sul tema del bambino da 0 a 12 mesi: “Si parlerà dello sviluppo psico-motorio del neonato fino all’anno di vita – sottolinea Chiara – Dell’allattamento e dello svezzamento. La psicologa parlerà dello sviluppo psicologico, della creazione del rapporto mamma-bambino, del rapporto mamma-bambino-babbo, della scoperta dell’io nel  bambino, del suo rapporto con l’ambiente che lo circonda…”.

     

    Infine l’ultimo incontro su pre-menopausa e menopausa: qual è la fisiologia, cosa succede al corpo, perchè accade, quali sono i disturbi e come è possibile affrontarli. Con chi parlarne. “La psicologa – conclude Chiara – parlerà della psicologia della donna in quel momento, del suo non sentirsi più completa perchè non capace di procreare, figlio del retaggio culturale di una donna che deve far figli e servire la casa. Invece mostreremo che ci può essere la scoperta di una nuova femminilità e dell’essere donna in un modo diverso e completo”.

     

    Per contattare Chiara, chiara.matteuzzi@libero.it. Per trovarla sul web: clicca qui.
     

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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