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domenica 26 Giugno 2022
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    Riorganizzazione del servizio 118 nel Chianti fiorentino? Non ci stiamo. Pronti a farlo sentire molto forte

    Da giorni vi diamo conto di notizie che filtrano, ma Asl Toscana Centro e Regione Toscana ancora non hanno fatto sapere nulla di ufficiale

    Ne parlavo con il presidente di una delle associazioni di volontariato che ospitano il medico del 118 presso le loro sedi nel Chianti fiorentino (ad oggi San Casciano, Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti).

    Cosa risponderemo, mi diceva, alle persone, alle famiglie, che ogni giorno suonano alla nostra porta con una semplice domanda: c’è il medico? No, dovremo rispondere, il medico non c’è.

    E parliamo solo di uno degli effetti che la paventata riorganizzazione, ma sarebbe meglio dire riduzione, del servizio 118 in questi tre comuni, porterebbe in dote.

    Ovvero migliaia di persone che non trovano più il medico alla Misericordia di San Casciano, in piazzetta Simone Martini; in quella di Barberino Tavarnelle, in via Benedetto Naldini; o presso l’Avg di Greve in Chianti, in via della Pace.

    Migliaia di interventi di primo soccorso effettuati ogni anno, che diventerebbero accessi ai pronto soccorso ospedalieri, già adesso allo stremo.

    Perché le notizie che arrivano sono le seguenti: il “progetto” prevederebbe (purtroppo in assenza di chiarezza da parte degli enti preposti dobbiamo usare il condizionale) che di tre postazioni con medico attuali (appunto San Casciano, Barberino Tavarnelle e Greve in Chianti) rimanga solo una automedica (a girare? A San Casciano?) con medico e infermiere. Sulle ambulanze, invece, infermieri.

    # Riforma 118, Gandola (Forza Italia): “Medici pronti a esposto in Procura. La Regione si fermi”

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    # I Cobas: “Il progetto regionale sul 118 scarica sugli infermieri tutte le responsabilità”

    Da giorni stiamo chiedendo informazioni ufficiali alla Asl Toscana Centro.

    Ne abbiamo chieste anche a chi rappresenta questo territorio in consiglio regionale, ovvero il consigliere Massimiliano Pescini.

    Al momento non abbiamo avuto risposte. Zero.

    Le istituzioni, Regione in primis (i Comuni almeno la loro voce l’hanno fatta sentire), pare che aspettino che sia la Asl a rendere noti tutti i dettagli.

    Noi, dal canto nostro, stiamo dando da settimane tutte le informazioni che riusciamo a reperire e verificare.

    Ma, e lo scriviamo a chiare lettere, serve che Asl Toscana Centro e Regione Toscana chiariscano cosa accade, fin nei minimi dettagli, secondo il piano di riorganizzazione che è stato previsto. Quando e in quali tempi.

    Qui si parla di salute, di sicurezza, di tante cose vitali. Per le persone, per le famiglie, ma anche per le aziende.

    Parliamo di un territorio con quasi 50mila residenti. Con centinaia di migliaia di turisti ogni anno. Con zone industriali, artigianali, aziende agricole. Con arterie ad alto tasso di rischio: come, per fare un nome, la Firenze-Siena.

    E distanti dagli ospedali più vicini, Torregalli e Ponte a Niccheri. Anche più della distanza fisica visto che, ad esempio per andare al Santa Maria Annunziata, c’è sempre da fare i conti con la “roulette Autopalio-A1”.

    Al momento, per quanto riguarda il nostro giornale e per quanto riguarda le informazioni che abbiamo a disposizione, diciamo un no grosso come una casa a questa riorganizzazione (se così la si vuol chiamare).

    E mentre Asl Toscana Centro medita su cosa, quando e come dirlo, noi siamo già a disposizione per una grande manifestazione pubblica. 

    Che Asl dica a chiare lettere cosa intende fare: qui non si scherza sulla pelle delle persone. O, almeno, bisogna avere il coraggio di dirlo, assumendosene tutte le responsabilità.

    Intanto, però, chi vive e lavora in questo territorio può scendere in piazza per far capire che ci sono dei limiti che non vanno oltrepassati. Noi ci siamo.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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