Cade di bici e sbatte la testa (in via Grevigiana): ciclista 54enne in ospedale in codice giallo
Mia madre, infermiera presso l’ospedale di Ponte a Niccheri, si trovava casualmente a transitare in auto in quel momento e ha assistito direttamente alla caduta del ciclista.
Si è immediatamente fermata per prestare soccorso, trovandosi però di fronte a una situazione di cui ha compreso immediatamente la gravità.
Il ciclista aveva le vie aeree ostruite da un corpo estraneo, probabilmente del cibo che stava ingerendo poco prima della caduta. L’uomo era in stato di soffocamento, già privo di coscienza e visibilmente cianotico.
Grazie al suo intervento è stato possibile rimuovere il materiale che ostruiva le vie respiratorie, consentendogli di riprendere a respirare prima dell’arrivo dell’ambulanza.
Quando i soccorritori sono giunti sul posto, il ciclista aveva già recuperato il respiro ed era tornato cosciente, pur avendo probabilmente riportato anche un trauma cranico dovuto alla caduta.
Naturalmente nessuno può sapere con certezza quale sarebbe stato l’esito senza questo intervento tempestivo, ma è difficile non pensare che quei minuti siano stati determinanti.
Il motivo di questa segnalazione non è certo la ricerca di meriti personali.
Al contrario, credo che la vera notizia avrebbe potuto essere ancora più bella: quella di una cittadina che, grazie alle proprie competenze professionali ma soprattutto grazie al senso civico e alla solidarietà verso il prossimo, si è fermata immediatamente ad aiutare una persona in grave difficoltà.
In tempi in cui spesso si parla di individualismo e indifferenza, raccontare episodi di aiuto reciproco tra concittadini sarebbe forse altrettanto importante quanto raccontare il fatto di cronaca in sé.
Vi ringrazio per l’attenzione, cordiali saluti.
Rebecca Biagi
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