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lunedì 5 Dicembre 2022
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    “Illuminazione pubblica, che differenza fra i Comuni di Greve in Chianti e Impruneta!”

    "In uno si inseriscono luci led, per risparmio e riduzione inquinamento luminoso; nell'altro si spengono i lampioni con provvedimenti non risolutivi"

    Gentile redazione, collegandomi all’articolo dal titolo “Il Comune di Greve in Chianti sostituisce l’illuminazione pubblica su tutto il territorio comunale”, nel quale vengono illustrati dal sindaco Sottani i prossimi interventi che saranno effettuati sull’illuminazione pubblica di tutto il territorio comunale grevigiano, interventi su “2.500 punti luce”, e che, oltre a produrre “un risparmio energetico pari al 75 per cento”… “nel segno della cultura green e della sostenibilità ambientale” riducono notevolmente i consumi e conseguentemente la spesa, quindi un sostanziale beneficio economico a vantaggio di tutta la popolazione.

    Noto però con soddisfazione che il primo cittadino di Greve in Chianti rimarca il fatto che tali interventi contribuiranno anche a diminuire “l’inquinamento luminoso prodotto”.

    E’ un argomento che mi ha sempre interessato e coinvolto in prima persona e sul quale mi sento di dire alcune cose a proposito.

    Si dà il caso che proprio in questi giorni mi è capitato di sfogliare una rivista di astronomia (Coelum), dove venivano evidenziate le problematiche che questo tipo di inquinamento produce, al pari dell’inquinamento ambientale, del quale si parla molto, mentre quello luminoso è andato ormai nel dimenticatoio, suscitando interesse solo in alcuni consessi o tra gli addetti ai lavori.

    A partire dagli anni novanta del secolo scorso se ne è fatto un gran parlare, data l’incontrollata e abnorme crescita della quantità di luce artificiale in Europa e in tutto il mondo occidentale, ma soprattutto nella parte nord del Mondo (nella parte sud, Africa, sud America ecc…, non esiste questo problema, se non isolato alle grandi città).

    Se ne è fatto un gran parlare, appunto, ma interventi risolutori se ne sono visti ben pochi, benché ci siano leggi ormai da anni, anche in Italia, che regolamentano l’illuminazione pubblica e privata per il risparmio energetico e il contrasto all’inquinamento luminoso, ma anzi in questi ultimi decenni vi è stato un aumento sconsiderato della copertura luminosa e conseguentemente dell’aumento dell’inquinamento (vedi “Mappa mondiale della brillanza artificiale del cielo notturno”).

    Naturalmente tutto questo “inquinamento”, comporta delle ricadute in ambito culturale, scientifico e ambientale, che non sto qui a indicare per non prolungarmi oltre, un’altra cosa però mi pare utile dire: che tutta questa illuminazione non porta nessun beneficio neanche come deterrenza alla criminalità o contro comportamenti deviati (ci sono studi recenti in questo senso).

    Un plauso quindi a Sottani per le azioni che si appresterà a fare.

    Ma in questo mio intervento voglio mettere in risalto, senza naturalmente voler fare nessuna polemica, perché mi rendo ben conto delle differenze di finanza pubblica fra i due comuni, quello che intende fare il comune di Impruneta, dove io abito, per ridurre le spese energetiche per quanto riguarda l’illuminazione pubblica.

    Questi interventi sono ben illustrati dal primo cittadino di Impruneta, nell’articolo, riportato sempre sul “Gazzettino del Chianti”, dal titolo “Comune di Impruneta costretto a razionare la pubblica illuminazione. Ecco come”.

    La tipologia di provvedimenti descritti mi pare, al di là che possano essere efficaci o meno a ridurre le spese, poco lungimiranti e di fatto risolutivi solo a breve termine.

    Non si prevedono infatti interventi strutturali, finalizzati a migliorare gli impianti di illuminazione esistenti, anzi, in alcuni casi dove non sia possibile fare altrimenti, cito testuali parole, “con la rimozione del corpo illuminante”.

    Probabilmente in un momento come questo è impossibile pensare che un’amministrazione come quella imprunetina possa prevedere spese come quella grevigiana, ma sicuramente nel corso di questi ultimi 10-20 anni si poteva pensare ad ammodernare una parte dell’illuminazione pubblica, senza dover ricorrere a soluzioni estreme, anche se necessarie.

    Qui concludo, scusandomi per essermi dilungato un po’ troppo, su un argomento, che forse in momenti come questo, non interessa molto la maggior parte delle persone che leggono il vostro giornale.

    Cordiali saluti.

    Mauro Muscas

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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