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venerdì 1 Luglio 2022
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    Da oggi 105 lavoratori Laika a tempo determinato a casa: tensione e preoccupazione

    Documento durissimo di alcuni di loro. Sotto accusa le scelte dell'azienda ma anche il comportamento dei sindacati

    PONTEROTTO (SAN CASCIANO) – “Siamo un gruppo di lavoratori Laika con contratto stagionale, della Linea 2 e 3. A fronte della decisione dell’azienda di non rinnovare i contratti a 105 di noi, ci siamo riuniti per denunciare pubblicamente quanto avvenuto nell’ultimo anno di lavoro, in particolare le vicende dell’ultima settimana di questo mese”.

    Inizia così la presa di posizione pubblica, durissima, di un gruppo di lavoratori a tempo determinato dell’azienda di autocaravan con sede al Ponterotto e alla Sambuca. Ai quali ieri scadeva il contratto e che almeno fino a tutto febbraio rimarranno a casa.

    Con una premessa, verificata sia con l’azienda che con le rappresentanze sindacali Fim-Cisl: la gran parte delle problematiche che portano a questi “spegnimenti” sono dovute alla carenza di materiali, in particolare le meccaniche di base per la realizzazione dei mezzi.

    Ma, giustamente, chi da oggi è a casa vive momenti di tensione, sconforto e preoccupazione. E li vuole rendere pubblici.

    “Molti di noi – dicono – è più di un anno che lavorano in Laika. Nel 2021 ci siamo visti il contratto non rinnovato prima nel mese di aprile. Poi, nel mese di agosto. Oltre a questo tra dicembre 2021 e gennaio 2022 siamo stati un mese in cassa integrazione. Gli accordi sindacali di novembre 2020 hanno permesso all’azienda di assumerci con il 2° livello, non certo adeguato ai compiti che svolgiamo. Lo stesso accordo che, con le varie interruzioni, ha concesso all’azienda mano libera nel passare i nostri contratti da tempo determinato a contratto stagionale. Questo sistema rende il contratto indeterminato qualcosa di praticamente irraggiungibile per noi”.

    Uno spegni-riaccendi che non può far altro che logorare. Non è dato di capire (magari saranno le organizzazioni sindacali a spiegarlo) se si potrebbe lavorare su una flessibilità, per così dire, più orizzontale, sul monte ore complessivo che comprenda anche i lavoratori a tempo indeterminato, in modo da distribuire su tutti il disagio.

    Ma sono, come è comprensibile, situazioni complicate e delicate. Sicuramente, però, da tenere nella massima evidenza.

    Anche con prospettive future che parlano di assunzioni, come sono state più volte rimarcate nei mesi passati in base agli accordi, a cui da oggi chi è a casa senza lavoro fa comprensibilmente fatica a credere.

    Critiche anche, da parte di chi ci scrive, nei confronti dell’accordo che ha permesso l’entrata di 60 lavoratori ex Bekaert: “Risultato – dicono i lavoratori che hanno contattato la redazione del Gazzettino del Chianti – di cui azienda, istituzioni e gli stessi sindacati giustamente si sono molto spesi nel farlo conoscere. Quello che però è stato eluso, è quanto in quegli stessi accordi ci fossero punti che hanno peggiorato pesantemente le condizioni contrattuali per noi e per i futuri lavoratori di questa azienda, per non parlare delle migliaia di euro (sgravi fiscali) presi dall’azienda per ogni operaio del Valdarno che è stato assunto”.

    “Per la fine di questo mese – aggiungono – i sindacati ci avevano informato che sarebbero stati rinnovati solo 60 contratti, il resto sarebbero stati rimandati a inizio marzo. Questo perché il nuovo stabilimento, Laika 3, starà chiuso per almeno un mese: lo stesso stabilimento che è stato aperto in pompa magna a settembre 2021”.

    Proprio quel Laika 3 (alla Sambuca, investimento di oltre 3 milioni di euro) che deve fermarsi a causa della carenza di materiali meccanici per la costruzione dei mezzi.

    Ma chi viene stoppato, messo a casa, vuol mettere le cose in chiaro: “Questa volta non ce la sentiamo di credere alle promesse dell’azienda, fatte solo per tenerci buoni nella speranza di avere un contratto dignitoso. Nostri colleghi, precari come noi, sono già stati mandati a casa con questa promessa. Anche per questo scriviamo queste parole di denuncia, vogliamo che gli impegni presi dall’azienda in accordo con i sindacati siano resi pubblici”.

    Perché, rimarcano, “nel giro di pochi giorni la decisione dell’azienda è cambiata, sia per la direzione che per i sindacati è poca cosa: solo 10 licenziamenti in più rispetto a quelli previsti. Non sono poca cosa per noi e per chi con quello stipendio ci deve vivere. Non poca cosa considerando tutto quello che fino ad oggi abbiamo ingoiato. Tra questi ci sono alcuni colleghi che, in quello stesso giorno in cui è stato comunicato il cambio improvviso della decisione dell’azienda, erano stati convocati per firmare il contratto. Stiamo parlando di lavoratori che sono da quasi due anni in azienda e che si ritrovano per la strada”.

    E’ un duro atto di accusa anche verso i sindacati quello di questo gruppo di lavoratori precari in Laika.

    Sindacati che, sostengono, “di fronte a tutto questo ci hanno lasciato da soli, ci hanno isolato, hanno provato a soffocare le decine di richiesta da parte di molti di noi di fare qualcosa. Hanno anche respinto la semplice richiesta di denunciare pubblicamente quanto accaduto”.

    Poi, precisano: “Il comunicato della Cisl (affisso nelle bacheche aziendali, n.d.r.) all’ultimo minuto è qualcosa che è frutto del fermento che siamo stati in grado di creare all’interno dell’azienda, e ne siamo orgogliosi. Chiediamo che anche la Fiom si esprima, a differenza del niente fatto finora. In azienda e pubblicamente”.

    Poi si rivolgono anche alle Rsu aziendali: “Denunciate con i vostri mezzi quanto accaduto, solidarizzate con le iniziative di mobilitazione dei lavoratori, mobilitatevi per mettere fine a questo comportamento dell’azienda sui contratti. Non lo dovete a noi, ma alle migliaia di vostri tesserati che vi sostengono e hanno fiducia in voi”.

    “Questa assenza dei sindacati – puntualizzano – è lo stesso motivo che ha portato alcuni nostri colleghi a scrivere una lettera di mano loro all’ufficio del personale, in cui auspicano il nostro rientro e il mantenimento delle promesse fatte dall’azienda. Anche qui ci teniamo a sottolineare che condividiamo completamente tutto quanto scritto in quella lettera, e ringraziamo i nostri colleghi per la solidarietà espressa nei nostri confronti. Ci avete dato dimostrazione di sapere cosa significa solidarietà e ci date il coraggio di dare battaglia per tornare a lavorare a fianco a voi”.

    Guarda anche oltre questo gruppo di precari Laika, tirando fuori “tutte le preoccupazioni, dubbi e le perplessità che riguardano non solo noi precari ma tutti i dipendenti Laika. A dicembre 2021 il gruppo Hymer ha annunciato l’apertura di uno stabilimento in Polonia. Si dà il caso che questo stabilimento nasca nella stessa regione dove è nato a gennaio di quest’anno lo stabilimento Stellantis, che produrrà veicoli Ducato. Nello stesso modo in cui per i lavoratori della Sevel quello stabilimento è il presagio di una delocalizzazione (è strutturalmente identico), per noi lo è la nascita dello stabilimento di Hymer. La crisi mette di fronte l’azienda a dover farsi i suoi conti, noi preoccupiamoci di farci i nostri”.

    “Di fronte questa situazione – ammoniscono – facciamo appello a tutti i nostri colleghi, giustamente preoccupati, di non sottovalutare la situazione. Aspettare e guardare non porta a niente. Se pensate che questa sia una questione di cui devono occuparsi i sindacati, allora facciamo appello a tutti gli iscritti a non accontentarsi di dichiarazioni di speranza dei rappresentati, a pretendere che si occupino seriamente della questione. Altrimenti, è bene mobilitarsi fin da subito, dentro e fuori l’azienda, prima che accada l’irreparabile e cioè la chiusura della fabbrica; con queste premesse non ci sembra un’ipotesi troppo vaga”.

    “Non possiamo per ovvie ragioni firmare con nomi e cognomi questo appello – precisano – questa è la condizione di silenzio a cui i precari solitamente sono sottoposti. Questa volta però può essere diverso”.

    “Facciamo appello a tutti i lavoratori del territorio – concludono – ai sindacati, alle organizzazioni politiche e alla stampa, di diffondere le nostre parole con i loro strumenti, e aiutarci a rompere questo silenzio. Per noi e per i milioni di lavoratori di questo Paese nella nostra stessa situazione”.

    # Oltre 100 lavoratori Laika a tempo determinato senza rinnovo: la posizione della Fiom Cgil

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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