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mercoledì 10 Agosto 2022
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    Ladri in casa: si sveglia in piena notte con la luce di una torcia elettrica puntata sul volto. Il racconto

    In via Colle d'Agnola, a San Casciano: "Ho iniziato a urlare e d’istinto mi sono gettato verso di lui, che con la pila nella mano destra e una borsa a tracolla si è precipitato per le scale"

    SAN CASCIANO – Sono passati appena cinque giorni dalla notte in cui i ladri sono entrati in due appartamenti nel quartiere del Colle d’Agnola, a San Casciano.

    # Via Colle d’Agnola, ladri in casa mentre i proprietari dormono: una famiglia derubata, l’altro colpo fallisce

    La scorsa notte ci hanno riprovato introducendosi in un’abitazione poco distante; ma stavolta la coppia di coniugi che stava dormendo è stata svegliata dalla luce di una torcia elettrica.

    A raccontarci quanto successo è la coppia, ancora visibilmente scossa per quanto accaduto.

    “E’ allucinate quanto è successo – ci dice la moglie con la voce soffocata dal pianto – siamo entrambi ancora scossi, poteva sicuramente andare peggio perché nel mezzo della notte mio marito è stato svegliato da una luce puntata sul volto”.

    Quello che è avvenuto ce lo racconta il marito.

    “Mia moglie era andata a letto – spiega – Io mi sono trattenuto alla televisione fino a mezzanotte e mezzo, poi anch’io ho salito le scale per andare a dormire. Prima però mi sono tolto il braccialetto, la collana e un anello, appoggiandoli sul cassettone. Erano passate da poco le 3 quando sono stato improvvisamente svegliato da un lampo di luce”.

    Era il ladro?

    “Sì, aveva puntato la torcia sul cassettone per arraffare gli oggetti, ma il fascio di luce ha illuminato anche il mio volto”.

    A quel punto cosa ha fatto?

    “Ho iniziato a urlare e d’istinto mi sono gettato verso di lui, che con la pila nella mano destra e una borsa a tracolla si è precipitato per le scale”.

    Il ladro ha detto qualcosa mentre scappava?

    “No, nemmeno una parola. Quando siamo arrivati in fondo alle scale (tra l’altro molto ripide) al limite del contatto fisico, io, purtroppo scalzo, sono inciampato cadendo all’ultimo gradino delle scale. Mentre lui con un gran fiatone è riuscito a passare in cucina, da dove era entrato forzando una persiana con un piede di porco, e schizzare giù in giardino. Ha scavalcato la rete e saltato giù il muro di circa due metri, per poi fuggire nel campo sottostante, perdendo o volutamente abbandonando la borsa con i miei oggetti”.

    Lei si è fatto male?

    “A una caviglia. E ho una gamba ancora dolorante”.

    Era da solo il ladro?

    “Penso che siano stati in due, perché la rete era piegata in due punti”.

    Lo saprebbe riconoscere?

    “No, ricordo solo che aveva una corporatura robusta, ma non saprei dire nemmeno se era alto o basso”.

    E’ riuscito a portare via oggetti di valore?

    “No, solo un po’ di soldi, ma prima di salire in camera aveva frugato nelle stanze del primo piano, aveva aperto il mio borsetto e il marsupio di mia moglie. Poi era stato in salotto, da dove aveva tentato di entrare dall’esterno senza riuscirci; è entrato in camera di mia figlia (che per fortuna non c’era), in un’altra stanza dove aveva frugato in una borsa di mia moglie. E, infine, è entrato nella nostra camera”.

    Ha avuto coraggio a corrergli dietro…

    “E’ stata una reazione d’istinto, in quel momento mi sono sentito di reagire in quel modo, così come ha fatto mia moglie che ha sceso le scale dietro di me, mentre il ladro scappava. Io non possiedo armi e non sono per sparare a nessuno, ma se in quel momento avessi avuto una pistola carica a portata di mano… non so cosa sarebbe successo. Ovviamente sono contento di non avere avuto quest’opportunità. Però, in un certo senso, capisco quelli che lo fanno; sono reazioni istantanee, difficili da controllare, perché sei violato nel tuo intimo. E chi fa queste cose è sicuro di rischiare poco”.

    Avete comunque chiamato subito i carabinieri?

    “Sì, tanto che sono arrivati in breve tempo, sono stati molto gentili, hanno ispezionato dappertutto”.

    Come state oggi?

    “Non viviamo più tranquilli, ci è stato consigliato di chiudere la porta della camera a chiave quando andiamo a dormire, ma nonostante questo ogni tanto ci svegliamo e guardiamo se la porta è aperta”.

    “Io stanotte mi sono svegliata con l’impressione che qualcuno aveva piegato la maniglia della porta – racconta la signora – Naturalmente era un sogno, sono rimasta seduta sul letto fino a quando non ho ripreso sonno”.

    “Adesso – riprende il marito – dobbiamo riacquistare la serenità, non sarà facile. Solo chi ha provato un’esperienza simile alla nostra riesce a capire cosa si prova”.

    Ringraziamo i coniugi che ci hanno ospitato, rivivendo insieme a noi quei brutti momenti. Non è mai facile, ma può servire comunque a tenere sempre alta l’attenzione.

    E a mettere in pratica tutti gli accorgimenti possibili per rendere difficile la vita di questi malviventi senza scrupoli.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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