Oggi (in diretta Facebook) si celebrano i 25 anni del CSC di Cerbaia: “Chi eravamo… chi siamo”

La presidente Manuela Dini: "Sembrava, in quel maggio 1995, qualcosa di più grande di noi. E invece..."

CERBAIA (SAN CASCIANO) – 25 anni di attivitĆ  solidale per la comunitĆ  da parte del Centro Socio Culturale di Cerbaia. Non potendo farlo di persona, verranno celebrati alle 21 di oggi con una diretta Facebook, sulle pagine del Comune di San Casciano e del sindaco Roberto Ciappi.

Insieme al sindaco Ciappi ci saranno l’assessore alle politiche sociali Elisabetta Masti, la presidente del CSC Manuela Dini, il volontario Carlo Savi, l’ex sindaco Massimiliano Pescini.

Venticinque anni fa, il 16 maggio 1995, fu costituita a Cerbaia l’associazione C.S.C. Centro Socio-Culturale Cerbaia Val di Pesa, nei locali concessi dall’amministrazione comunale in via Napoli.

Un’associazione apolitica, non a scopo di lucro, intenta a promuovere iniziative inerenti agli aspetti socio culturali. Viva grazie all’impegno dei volontari, dando risposte concrete ai bisogni dell’utenza del territorio.

I primi ambulatori aprirono nell’aprile 1997: tre stanze, dove trovarono i loro spazi medici di famiglia e specialisti.

L’entusiasmo dei volontari per il servizio svolto e l’aiuto della popolazione, fanno sƬ che nel 1999 la struttura viene ampliata con la creazione di uno studio dentistico e una sala polivalente per corsi motori, conferenze, ma anche sala prove per il coro Quodilibet.

Tutto ciò ĆØ stato realizzato grazie al contributo di molti, sia in denaro sia in opera, di professionisti e artigiani locali. E grazie all’impegno dei volontari, che con determinazione e impegno sono riusciti a mettere a frutto gli obbiettivi oggi sotto gli occhi di tutti.

Abbiamo incontrato Manuela Dini presidente del CSC a poche ore dall’anniversario e in piena emergenza Covid-19.

“Siamo arrivati aĀ  festeggiare i 25 anni di attivitĆ  del Centro – ci dice e in questo momento sarebbe stata una gioia immensa ricordare quella data, 16 maggio 1995, ormai cosƬ lontana, quando abbiamo iniziato la nostra ā€œavventuraā€. Purtroppo le restrizioni del Covid-19 non ci permettono di festeggiare insieme a tutti i nostri volontari, l’amministrazione comunale e le associazioni amiche”.

“Sembrava – ricorda – in quel maggio 1995 qualcosa di più grande di noi, chissĆ  come saremmo stati capaci di gestire un’associazione socio-sanitaria. Ma era stata la nostra fede, quella che va avanti ancora oggi. E’ giusto ricordare che questo Centro ĆØ il frutto dell’impegno di molte persone, circa 70 volontari che negli anni hanno prestato il loro tempo rispondendo con convinzione e dedizione alle nostre proposte. Tutte queste persone sono il motore portante della nostra associazione”.

“Il bilancio attuale ĆØ molto positivo – riprende Dini – fatto di crescita continua di servizi sociali e sanitari, di aggregazione per tutto il territorio della bassa Val di Pesa. Un grazie va a tutti i volontari che hanno dedicato e dedicano instancabilmente la propria opera nel sostegno sociale alla popolazione, nei servizi di accompagnamento verso i centri diurni, strutture riabilitative, nella gestione degli ambulatori di medicina e specialistica”.

“Anno dopo anno – dice giustamente orgogliosa – questa nostra associazione ha posto al centro dei suoi obbiettivi iniziative rivolte a promuovere interventi di prevenzione sanitaria e di aggregazione culturale. E’ l’impegno che ci anima tutti. Questo luogo ĆØ divenuto un punto di risposta alle tante richieste di aiuto per i cittadini”.

“Tutti insieme – conclude – volontari, consiglieri, medici, formiamo un team molto motivato che crede nei valori della condivisione. Chi arriva da noi si sente aiutato, considerato, protetto. Questo riteniamo sia il nostro vanto che rende il CSC unico nel territorio”.

Nel frattempo il Centro ĆØ stato adottato di tutte le misure di sicurezza, con sanificazione degli ambienti, schermi di protezione, sala di attesa per distanziare i pazienti. Un ulteriore impegno da parte di chi, ancora una volta, ĆØ ĆØ riuscito a dare il meglio sul territorio. Nonostante la pandemia.

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