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lunedì 27 Giugno 2022
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    San Casciano: trovano due ordigni bellici mentre stanno lavorando dentro una cantina

    Il ritrovamento in una casa in piazza Zannoni ("La Stazione"): si trattava di due proiettili di artiglieria italiani da 37 mm. Recuperati dai militari intervenuti sul posto

    SAN CASCIANO – Nella mattina di ieri, martedì 26 ottobre, in piazza Livio Zannoni (per i sancascianesi “La Stazione”), è arrivata un’ambulanza militare, insieme a uomini dell’esercito e ai carabinieri.

    Una semplice sosta per un caffè da consumare velocemente?

    No, in realtà quegli uomini con basco ed elmetto, dal volto serio e di poche parole, sono entrati dentro il portone di un’abitazione tra il ristorante (da tempo chiuso) l’Antica Posta e il bar.

    Qui, all’interno della cantina, gli operai intenti in una ristrutturazione si sono trovati davanti due residuati bellici della seconda guerra mondiale.

    Fermati i lavori, è stata fatta la segnalazione alla Stazione dei carabinieri di San Casciano: i militari, dopo aver messo in sicurezza la zona del ritrovamento, hanno chiesto l’intervento degli artificieri.

    Intervento effettuato da un nucleo CMD (Conventional Munition Disposal – Bonifica di munizionamento Convenzionale) del Reggimento Genio Ferrovieri dell’Esercito Italiano in concorso alla Prefettura di Firenze, disposto dal Comando Forze Operative Nord di Padova, deputato alla gestione dei concorsi militari in tempo di pace nell’area centro-settentrionale della penisola.

    Gli artificieri hanno così recuperato nella cantina due proiettili di artiglieria da 37 mm. Italiani, ad azione perforante, privi di sostanze esplosive.

    Che sono stati prelevati per un successivo versamento agli organi competenti.

    Il luogo del ritrovamento ci ha riportato alla mente l’immagine di due foto scattate proprio lì l’1 agosto 1944 e conservate alla National Library of New Zealand-Wellington.

    Foto-icona del passaggio del fronte nel nostro territorio, riprodotte dal Comune di San Casciano con il Gruppo Culturale “La Porticciola” in occasione del 50esimo anniversario della Liberazione.

    Con un’introduzione del professor Giorgio Spini, che si trovava nella VIII Armata nel ”General Intelligence, 2” che descrive così: “Ricordo una notte in cui il mio servizio mi aveva riportato daccapo a San Casciano. All’uscita dell’abitato, dove è il ristorante della Posta, la jeep su cui mi trovavo fu presa sotto un fuoco di mortai tedeschi; saltammo fuori e andammo a ripararci dentro una casa mezza rovinata. Nel buio avvertii la presenza di un reparto, acquattato lì in attesa di calare sul ponte dei Falciani col favore della notte. Dal loro accento dialettale capii che era un reparto di neo-zelandesi. Il reparto aveva con se una radio da campo e a un certo punto quell’apparecchio si mise a gracidare qualcosa. Allora i neo-zelandesi raccattarono gli elmetti e le armi e scivolarono fuori nella notte. Al posto suo, davanti alla casa in rovina, sbucò silenziosamente un’autoambulanza e sistemò sull’asfalto della strada una lampada schermata con il segno della croce rossa”.

    A distanza di oltre 77 anni un’autoambulanza è tornata davanti a quella porta. Insieme a militari di un esercito: ma, stavolta, per rimuovere i “resti” che, ancora oggi, testimoniano il passaggio della guerra. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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