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domenica 3 Luglio 2022
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    San Pancrazio: follia-depuratore, fra soldi spesi e burocrazia. Ne fanno le spese 50 famiglie

    Una storia incredibile, che sta portando allo stremo (e a spese pazzesche) i cittadini che vivono in questa lottizzazione al confine fra i comuni di San Casciano e Montespertoli. Ve la raccontiamo

    SAN PANCRAZIO (SAN CASCIANO-MONTESPERTOLI) – “Ci avete messo nella…”: si legge così su uno dei tanti cartelli con i quali si sono presentati nella mattina di oggi, sabato 13 novembre, alcuni dei residenti nel complesso realizzato negli anni 2001-2004 nella zona del campo sportivo di San Pancrazio. Siamo nel comune di Montespertoli, pochi metri oltre il “confine” con quello di San Casciano.

    Cinquanta appartamenti suddivisi in 3 blocchi distinti: 16 appartamenti di proprietà del costruttore; 10 appartamenti di privati; 24 appartamenti che la Curia ha realizzato per affittare alle famiglie giovani o in difficoltà.

    Un totale quindi di circa 200 persone coinvolte, per lo più appunto famiglie con bambini; un complesso importante, che ha senza dubbio portato nuova vita in un piccolo paese come San Pancrazio.

    Purtroppo però non è tutto oro quello che luccica. E, a farne le spese, sono proprio loro, i proprietari e gli abitanti di questo lotto di appartamenti.

    Che a dicembre dello scorso anno, a seguito della richiesta di abitabilità (portata avanti come previsto dalla legge), si sono visti recapitare una bella multa salata dal Comune di Montespertoli: per colpa di un depuratore, che risulta non in regola.

    Una doccia fredda quindi, che ha costretto gli abitanti a creare un “Supercondominio” (unione fra più condomini) per affrontare la questione.

    E, dopo il rifiuto del Comune di Montespertoli di prenderlo in carico (il depuratore), hanno deciso di farsi carico loro della “patata bollente”.

    Ogni famiglia ha così tirato fuori una cifra di oltre 2.000 euro per la realizzazione del nuovo depuratore, dandone in mano la futura gestione (e la realizzazione) ad Acque Spa. Ovvero il gestore del servizio idrico integrato in questa parte di territorio.

    Un totale di oltre 110.000 euro, raccolti per mettere finalmente tutto a norma di legge e continuare a vivere serenamente.

    La manifestazione davanti al palazzo comunale di Montespertoli

    E qui inizia l’odissea. A seguito di questo esborso Acque avrebbe infatti dovuto iniziare i lavori entro 90 giorni, più o meno nello scorso marzo, e invece a metterci lo zampino arriva anche la burocrazia.

    I tre “attori” sono Acque Spa, Arpat e ufficio tecnico del Comune di Montespertoli. Fra i quali inizia un “balletto” di rimpalli, accumulando ritardi su ritardi.

    Ad Acque Spa mancano i permessi comunali, al Comune mancano delle autorizzazioni di Arpat, gli scarichi del depuratore vanno a defluire nel comune di San Casciano, e così via… .

    Un campionario infinito che porta i cittadini allo stremo. Anche perché, come se non bastasse, a maggio si vedono chiudere le tubature del depuratore da parte del Comune di Montespertoli, a causa di queste irregolarità.

    Oltre al danno, appunto, la beffa: non viene concessa loro nessun tipo di deroga per l’utilizzo di un depuratore che è comunque stato in funzione per oltre 15 anni. 

    Una chiusura che quindi costringe i condomini a ricorrere allo svuotamento delle fosse biologiche con le autocisterne: all’inizio una volta a settimana; poi, dopo aver ricevuto un’ulteriore multa di 170 euro l’uno a seguito di una segnalazione per il cattivo odore dell’area, gli svuotamenti settimanali diventano due.

    Parliamo, tanto per dare una cifra, di oltre 60.000 euro già spesi in svuotamenti: soldi sborsati ancora una volta dalle famiglie, che attendono solo l’intervento definitivo da parte di Acque Spa. Peraltro già pagato.

    Cifre notevoli per tutti, se poi si considera il delicato periodo che stiamo vivendo, con perdite di lavoro e incertezze causate dal Covid, questa situazione incide in maniera ancora più pesante sui nuclei familiari. E sui loro bilanci.

    Ormai sfiniti da tutta questa situazione, una parte dei condomini si è recata stamani, sabato 13 novembre, davanti al palazzo comunale di Montespertoli. Per protestare e farsi ascoltare, ma soprattutto per cercare di ottenere (finalmente) delle risposte.

    Una protesta dai toni pacifici, nel totale rispetto delle normative anti Covid di distanziamento e utilizzo delle mascherine, sempre sotto la sorveglianza della polizia municipale, che ha accompagnato il corteo.

    “Siamo veramente sfiniti da questa incertezza – ci confessano i condomini – dopo tanti sacrifici fatti ancora non vediamo una via d’uscita. Ci sentiamo in ostaggio di un iter burocratico di rimpalli; un cane che si morde la coda all’infinito, dove la cosa che ci fa più rabbia non è certo la richiesta di adeguamento, ma l’esborso di oltre 60.000 euro in svuotature. Che continuerà ancora, fino a che non verranno approvati i lavori (e poi anche durante gli stessi)”.

    “Una cifra che quindi – denunciano – si fa presto a raddoppiare. Siamo davvero stanchi e in difficoltà nel pagarla”.

    E’ quello che manifestano al primo cittadino montespertolese, Alessio Mugnaini, che accoglie nella sala consiliare la delegazione di cittadini.

    “Siamo più che consapevoli della criticità della situazione San Pancrazio – sono parole di Mugnaini – e il Comune ha sempre cercato di fare il massimo per velocizzare dove possibile, e cercare di risolvere la situazione. Le tempistiche burocratiche che coinvolgono anche Arpat e Acque Spa, con i quali abbiamo fatto fin dal mio insediamento più riunioni, non dipendono dal Comune. Gli errori senza dubbio ci sono stati, e su più fronti: ma ora l’iter è ormai chiarito e bisogna attendere le varie approvazioni, ma dubito di riuscire a deliberare prima del consiglio del 28 dicembre”.

    Una data che lascia ancor più senza parole i cittadini presenti che, messi da parte tutti gli errori fatti fino ad ora e l’iter burocratico da portare avanti, chiedono risposte in merito alla questione svuotature.

    “Non è possibile – sbottano – che non ci sia stato concesso un minimo di deroga sulla possibilità di utilizzo del depuratore: noi non ce la facciamo più a dover pagare delle cifre del genere; prima non sarà stato a norma, ma funzionava e garantiva comunque un ambiente “sano”. Ora con le tubature staccate l’area è poco igienica, spesso c’è fanghiglia maleodorante che esce, nonostante (appunto) due svuotature a settimana”.

    “E’ una questione – rilanciano – che travalica gli aspetti tecnici: si va a finire su problematiche economiche, sociali e di buon senso. Siamo qui a chiedere maggiore impegno al Comune per aiutare delle famiglie che non ce la fanno più a sostenere questi costi. Le responsabilità sono di tanti, ma non certo di noi cittadini, che in questo caso siamo solo vittime di un sistema di ritardi, errori e sbagli non più ammissibili”.

    “Comprendo la problematica e capisco la frustazione a riguardo – replica il sindaco – Ho personalmente chiesto più volte all’ufficio tecnico di potervi far allacciare alle tubature limitrofe, ma il parere è sempre stato negativo a causa di discrepanze tecniche. L’unica cosa su cui mi posso impegnare ulteriormente è cercare di ridurre i tempi tecnici e trovare una soluzione per la questione svuotature, almeno fino al completamento dell’opera. Oltre ad impegnarmi a convocare un consiglio comunale d’urgenza per deliberare in senso favorevole e chiudere la vicenda definitivamente, appena ci sarà tutta la documentazione richiesta.”

    Si conclude così una mattinata di protesta, con poche speranze e (al momento) zero certezze per queste 50 famiglie di San Pancrazio: sia sui costi che dovranno ancora sostenere, sia sulle tempistiche reali di inizio della realizzazione di questo nuovo depuratore.

    La delegazione ricevuta dal sindaco

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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