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mercoledì 29 Aprile 2026
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    Pochi difetti ma buoni, non risolvibili fino a gennaio

    Niente da fare, purtroppo: 3 sconfitte nelle ultime 3 partite sono un segnale chiaro. Ci manca poco, ma per ora non riusciamo a competere con le prime.

     

    Niente di grave, assolutamente. Non eravamo costruiti per competere per lo scudetto, eppure abbiamo dimostrato di poterlo fare. E possiamo anche tranquillamente vantarci di aver giocato alla pari (anche meglio) con tutti, puniti quasi esclusivamente da banali errori inviduali.

     

    Il secondo posto in coabitazione con mezza Italia è un risultato straordinario a questo punto della stagione, ed è nostro dovere difenderlo.

     

    Se ripensiamo però alle ultime 2 gare del campionato, il rammarico è tanto e per più motivi.

     

    La Fiorentina è una squadra quadrata e ben messa in campo. Ma quei pochi difetti che ha, rischiano di non essere risolvibili, almeno fino a gennaio.

     

    Della rosa corta ne avevo già parlato nel precedente articolo, inutile ritornarci sopra. C’è poi un problema squisitamente tecnico.

     

    Roncaglia o Tomovic sono molto generosi ma non sono all’altezza di una squadra di vertice. Uno dei due deve forzosamente giocare ogni settimana, non ce ne sono altri.

     

    Ilicic sta facendo una grande stagione, ma molto spesso durante l’anno, lo sloveno si eclissa e diventa un altro giocatore, apatico e impreciso. Non sai mai quando puntarci, non sai mai se ne vale la pena.

     

    Sulle fasce non vi è una reale alternativa ai titolari. Se Kuba e Alonso hanno un raffreddore o non sono in giornata, non abbiamo esterni attualmente in grado di sostituirli.

     

    Gilberto ha giocato poco e in quei pochi minuti è apparso un uomo di grande sacrificio ma con mezzi tecnici limitatissimi. Pasqual invece si è ripreso adesso da un infortunio, e con tutto il rispetto, appare in parabola discendente.

     

    Sono equivoci ai quali il mercato estivo non ha voluto dare risposte, purtroppo. Pradè infatti, a sessione appena finita dichiarò che “mancano un difensore e un centrocampista, rimedieremo a gennaio”.

     

    Peccato però che da settembre a gennaio ci siano 25 partite e farle con 2-3 uomini in più sarebbe stato importante, caro direttore.

     

    Per concludere un piccolo inciso sulla gara contro la Roma. Non posso non soffermarmi sulla rete dello 0-2.

     

    Un gol così non si prende neanche a livello di “allievi”. Una squadra sempre ordinata, sempre attenta, tuttora la seconda miglior difesa del torneo, proprio non può lasciare 80 metri di campo a Gervinho.

     

    Ho come l’impressione che la squadra soffra emotivamente troppo quando si ritrova in svantaggio.

     

    La squadra quando subisce gol ne esce troppo scossa. Perde ordine, equilibrio. Non reagisce subito, si deconcentra per 15-20 minuti, è preda della frenesia.

     

    Non per niente contro il Basilea ne abbiamo presi 2 quasi di fila, contro il Torino 3 di fila, contro la Roma 2 in pochi minuti e contro il Napoli abbiamo rischiato moltissimo dopo l’ 1-0.

     

    L’allenatore si concentri su questi sbalzi di umore. Contro i giallorossi, con un po’ di “testa” in più avremmo chiuso 0-1 il primo tempo e nella ripresa l’avremmo sicuramente raddrizzata.

     

    Calma ragazzi. Che siamo forti.

     

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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