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lunedì 20 Aprile 2026
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    “Ciao, Galileo!”: il saluto di Antropozoa al cane impegnato negli interventi assistiti con gli animali (pet therapy)

    Il suo lavoro si è svolto in contesti delicati e complessi: dall'ospedale pediatrico AOU Meyer di Firenze, dove era una presenza familiare costante...

    FIRENZE – “Quando muore uno dei nostri cani, per noi se ne va un pezzo importante del nostro cammino”.

    Galileo era molto di più di un animale: era un compagno, un collega, un amico, un membro attivo della famiglia Antropozoa.

    Aveva 12 anni, trascorsi affiancando operatori, bambini, adolescenti e famiglie nei percorsi di Interventi Assistiti con gli Animali.

    Galileo, di razza Flat-Coated Retriever, aveva delle doti naturali che, con l’opportuna formazione e un monitoraggio costante anche del suo benessere, ha potuto mettere a disposizione degli altri.

    È stato un mediatore silenzioso, capace di entrare in relazione dove spesso le parole non arrivano.

    Il suo lavoro si è svolto in contesti delicati e complessi: dall’ospedale pediatrico AOU Meyer di Firenze, dove era una presenza familiare costante e dove ha accompagnato bambini e genitori nei momenti di fragilità, alle scuole, fino al centro socio-terapeutico di Antropozoa (con sede nel Valdarno aretino), dove ha operato in particolare con adolescenti e nuclei familiari.

    La sua coda “andava a mille” (come disse un giorno un bambino), portava gioia, allegria. Sapeva sempre dove collocarsi nel tempo e nello spazio.

    La leggerezza e l’eleganza erano le sue doti principali e con la sua vitalità, soprattutto nei contesti pediatrici ha stimolato movimento, partecipazione, risposta.

    Chi lo ha incontrato, ha sempre sottolineato la sua presenza discreta e costante, la capacità di modulare il comportamento in base alla persona che aveva davanti, l’attenzione ai segnali emotivi, spesso impercettibili.

    “In termini scientifici – dicono dall’associazione Antropozoa – Galileo è stato parte attiva di processi di regolazione emotiva, facilitatore relazionale e riduttore naturale di stress. In termini umani, è stato un compagno affidabile, capace di generare fiducia”.

    “La sua scomparsa apre anche una riflessione più ampia – proseguono – Il  lutto per un animale oggi è sempre più riconosciuto a livello sociale e psicologico come un’esperienza autentica e significativa. Non si tratta di una perdita “minore”, ma della fine di una relazione affettiva strutturata, fatta di attaccamento, quotidianità e reciprocità”.

    Nel caso di Galileo e degli altri animali che svolgono un servizio, questo lutto assume una dimensione ulteriore: diventa collettivo.

    In particolare i cani coinvolti negli Interventi Assistiti non appartengono solo a chi se ne prende cura direttamente, ma a una comunità più ampia di persone che con loro hanno condiviso momenti di crescita, cura e trasformazione. Sono parte integrante di un lavoro che unisce competenze scientifiche e relazioni profonde.

    Per molti bambini, Galileo è stato il primo incontro con una forma di fiducia non giudicante. Per diversi adolescenti, un punto di contatto in percorsi complessi. Per alcune famiglie, una presenza capace di alleggerire, anche solo per un momento, il peso della difficoltà.

    Antropozoa e la psicologa Francesca Mugnai, con cui ha condiviso vita e lavoro, non possono che ringraziare Galileo “per l’impegno che ha portato avanti e per ciò che ha rappresentato”.

    “Oggi salutiamo un collega – dice Mugnai – oltre che un compagno. E continuiamo il nostro lavoro anche grazie a ciò che ci ha insegnato”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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