BARBERINO TAVARNELLE – Massimo Marzi, ristoratore, sommelier, all’età di 64 anni poche ore fa, a causa di un malore improvviso, ha lasciato troppo presto questa terra.
Sapeva bene che l’obiettivo condiviso con la moglie, la chef Cecilia Dei, alla guida dell'”Osteria La Gramola” di Tavarnelle, nel cuore del paese era stato ampiamente raggiunto.
Il suo desiderio più grande era stato quello di mettere in piedi un’attività con la moglie Cecilia: con la quale onorare le tradizioni, valorizzare il luogo e il territorio che avevano scelto per condividere un sogno, un progetto di vita comune.
Riscoprire il Chianti attraverso la cucina, la ristorazione di qualità, legata alle amate colline di Barberino Tavarnelle, rispolverare antiche ricette e con esse la storia delle persone che le avevano coltivate e custodite in modo da rendere il gourmet toscano, genuino e autentico, parte della vita stessa.
“Massimo ci ha lasciati – dichiara commosso il sindaco David Baroncelli – e non ci sono parole per descrivere il dolore e il senso di vuoto che lascia questa grave e prematura perdita per la nostra comunità”.
“Ma voglio – prosegue – nel ricordo dell’amico e nostro concittadino, condividere questa riflessione. L’idea della ristorazione come luogo di aggregazione, come punto d’incontro, capace di costruire relazioni tra le persone e nuove amicizie destinate a tradursi in solidi rapporti, è ciò che ha ispirato Massimo Marzi”.
“La cui osteria – aggiunge – è stata un po’ una casa dei sapori veri per tutti noi, uno spazio dove ci siamo ritrovati per riconoscere profumi e ricette della tradizione, scambiare opinioni e conversare in maniera spensierata, a volte con qualche tono più acceso sul futuro del commercio di Barberino Tavarnelle”.
“La sua attività è stata sempre mossa dalla volontà di fare bene per il proprio paese – dice ancora Baroncelli – era motivato, appassionato e le discussioni che nascevano con lui erano sempre finalizzate ad incrementare la capacità della nostra terra di accogliere e proporsi in maniera creativa quale luogo, unico e irripetibile, in grado di lanciarsi in nuove sfide economiche e identitarie che elevassero l’intera comunità, e non soltanto il tessuto commerciale”.
“Il fulcro di Massimo era la sua gente – conclude il primo cittadino – gli interessava la crescita culturale, intesa nella sua accezione più ampia, gli interessava fare la differenza, investendo e credendo nella qualità della ristorazione, delle produzioni tipiche locali, tra cui olio e vino, gli interessava sviluppare costantemente le potenzialità della cucina delle origini, la cucina povera reinterpretata in chiave contemporanea, in grado di generare opportunità per tutti”.
Massimo Marzi è stato un punto di riferimento per il commercio tavarnellino: è stato promotore e fondatore del Centro Commerciale Naturale “Di Bottega in Bottega” e referente locale della Confcommercio, sempre pronto a cercare sinergie e strategie volte a migliorare lo sviluppo commerciale locale.
Tutto era iniziato dalla casa di Ban, la prima esperienza che nel 1990 Massimo e Cecilia intrapresero in una capannina nel bosco. Due giovani pieni di entusiasmo e grinta.
“Noi – dicono dall’amministrazione comunale di Barberino Tavarnelle – vogliamo ricordare Massimo così, semplice e genuino, come la qualità del cibo che promuoveva. Con un calice di vino, come compagno di avventure, una ribollita con verdure fresche di stagione e il sorriso immancabile di un uomo che aveva colto l’importanza di vivere consapevolmente mettendo al primo posto la cultura delle radici e della sostenibilità”.
L’amministrazione comunale di Barberino Tavarnelle rivolge le più sentite condoglianze alla moglie, ai figli, a tutti i familiari, conoscenti e amici, stringendosi intorno a loro ed esprimendo la massima vicinanza.
I funerali si terranno domani martedì 30 giugno alle ore 16 presso la pieve di San Pietro in Bossolo a Tavarnelle.
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