La domanda del lettore
Gentile dottore, in famiglia siamo divisi a metà su un argomento che sembra banale ma che ci fa discutere ogni volta che andiamo a comprare gli spazzolini al supermercato.
Mia moglie sostiene che lo spazzolino elettrico sia ormai indispensabile, che pulisca cento volte meglio di quello manuale e che la tecnologia ci aiuti a non sbagliare.
Io, invece, sono molto affezionato al mio spazzolino classico e penso che con una buona tecnica, un po’ di olio di gomito e la giusta attenzione si ottengano esattamente gli stessi identici risultati, senza bisogno di ricaricare batterie o occupare spazio in bagno.
Chi ha ragione tra i due? E soprattutto, sbaglio qualcosa se continuo a usare con convinzione il mio spazzolino tradizionale?
La risposta del dottor Andrea Viaggi
È un classico dibattito domestico che mi viene proposto con grande simpatia quasi ogni giorno all’interno del mio studio durante le visite di controllo!
La risposta, vista con gli occhi dell’odontoiatria moderna, punta decisamente in una direzione ben precisa.
Oggi noi dentisti spingiamo molto e con convinzione sull’utilizzo dello spazzolino elettrico, e c’è una ragione clinica ben precisa dietro questo consiglio.
Lo spazzolino elettrico — soprattutto quelli dotati di tecnologia oscillo-rotante o sonica — non è un semplice sfizio tecnologico, ma un vero e proprio alleato di precisione.
Offre un vantaggio oggettivo enorme: standardizza il movimento, garantisce migliaia di micro-pulsazioni al minuto che la mano umana non potrà mai replicare e, soprattutto, azzera quasi del tutto la variabile della fretta o della stanchezza quotidiana. Con l’elettrico il protocollo di pulizia è molto più costante, ripetibile e sicuro, lasciando davvero poco al caso.
Tuttavia, c’è una considerazione fondamentale che faccio sempre ai miei pazienti, soprattutto a quelli più giovani: lo spazzolino elettrico non è una bacchetta magica e non risolve i problemi da solo. È del tutto inutile passare alla tecnologia se prima non si è compreso bene il meccanismo di pulizia dei denti e la logica con cui rimuovere la placca batterica.
Se non si capisce come e dove spazzolare con lo spazzolino manuale, si rischia di usare male anche lo strumento elettrico più avanzato.
Per chi desidera continuare a usare lo spazzolino manuale, ricorderò che le setole non devono essere troppo morbide (altrimenti rischiano di essere poco efficaci sulla superficie dura del dente): la scelta ideale cade su setole di durezza media, che garantiscono un’azione pulente ottimale senza danneggiare i tessuti.
La tecnica deve poi essere rigorosa, con un movimento che parte sempre dalla gengiva verso il dente (mai orizzontale) e una durata di almeno due minuti.
In conclusione: se si è compresa a fondo la tecnica con lo spazzolino manuale a setole medie, il passaggio allo spazzolino elettrico rappresenta oggi il miglior salto di qualità per rendere l’igiene quotidiana costante, impeccabile sempre senza dimenticare l’uso quotidiano del filo interdentale o degli scovolini negli spazi tra un dente e l’altro.
Per fare domande al dottor Andrea Viaggi, potete scrivere a redazione@gazzettinodelchianti.it.
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