Il rialzo giusto si sceglie con il metro in mano, non guardando il calendario

L’errore più diffuso è decidere in base all’età. Le regole più recenti guardano soprattutto alla corporatura, perché ciò che conta è come il corpo del bambino si rapporta alla cintura dell’auto

Per molte famiglie il passaggio dal seggiolino al rialzo coincide con una data: i quattro anni, l’ingresso alla primaria, il giorno in cui il bambino chiede di sedersi “come i grandi”.

Le regole di sicurezza guardano invece all’altezza e al peso, perché sono questi a decidere dove passa la cintura dell’auto. Sulla Chiantigiana e sulle provinciali verso Firenze e Siena, percorse ogni giorno per la scuola e lo sport, la differenza conta.

A novembre, con l’asfalto bagnato e le curve strette, basta una frenata brusca per capire se la cintura appoggia sulla clavicola e sul bacino oppure sul collo e sulla pancia.

Si misura la statura, non le candeline sulla torta

L’errore più diffuso è decidere in base all’età. Le regole più recenti guardano soprattutto alla corporatura, perché ciò che conta è come il corpo del bambino si rapporta alla cintura dell’auto.

Il regolamento ECE R44 classifica i seggiolini per gruppi di peso. In questo schema i rialzi sono pensati per bambini tra 15 e 36 kg, cioè grosso modo tra 100 e 150 cm di altezza. Il più recente R129 (i-Size) ragiona invece per statura e impone anche il viaggio contromarcia almeno fino ai 15 mesi. I seggiolini R44 non si vendono più nell’Unione Europea dal settembre 2024, ma quelli già acquistati restano utilizzabili.

Il segnale concreto per il passaggio arriva dal seggiolino attuale, che va lasciato quando si verifica una di queste condizioni:

– il bambino ne ha superato il peso massimo;

– le spalle stanno sopra l’ultima posizione delle cinghie;

– la testa sporge dal guscio.

Finché nessuna di queste condizioni si verifica, l’imbracatura protegge meglio. Ogni rialzo riporta inoltre l’etichetta di omologazione con i limiti minimi e massimi del passeggero. Conviene leggerla prima dell’acquisto, perché un rialzo inadatto alla taglia del bambino perde buona parte della sua efficacia.

Schienale sì o schienale no, la differenza si sente in curva

Il cuscino senza schienale serve solo ad alzare il bambino, così che la cintura appoggi su torace e spalla invece che sul collo. Il rialzo con schienale fa di più:

– corregge la posizione di seduta sia in altezza sia in profondità;

– sostiene testa e busto;

– con fianchi e poggiatesta contiene il corpo in caso di urto laterale, una dinamica tutt’altro che rara su strade strette e tortuose;

– grazie alla sua guida tiene la cintura sulla spalla anche quando il bambino si addormenta e scivola di lato.

Per questo l’R129 omologa i cuscini senza schienale solo per bambini sopra i 125 cm. Anche oltre quella soglia, se l’auto lo consente, lo schienale resta la scelta più protettiva. Prima dell’acquisto vale la pena capire bene quale rialzo auto per bambini scegliere e quando usarlo, confrontando omologazioni, attacchi Isofix e fasce di altezza.

Clavicola e bacino, il test della cintura in pochi secondi

Il controllo richiede pochi secondi prima di partire.

La parte diagonale deve attraversare la clavicola, a metà strada tra collo e spalla. Se sfrega il collo, il bambino è troppo basso per quel rialzo. Se scivola giù dalla spalla, non trattiene il busto.

La parte addominale deve stare bassa sul bacino, appoggiata sulle ossa delle anche e sulla parte alta delle cosce. Non deve mai passare sulla pancia, perché in un urto frontale può causare lesioni interne.

Il bordo del poggiatesta va regolato all’altezza della sommità della testa.

Il piumino sotto la cintura e gli altri errori dell’inverno

In questa stagione l’errore più frequente è allacciare la cintura sopra il piumino. L’imbottitura si comprime nell’urto e lascia uno spazio vuoto tra il corpo e la cintura. Meglio togliere il giubbotto e coprire il bambino con una coperta stesa sopra le cinture già allacciate.

Altri errori ricorrenti:

– far passare la cintura diagonale sotto il braccio o dietro la schiena;

– lasciare sganciato un rialzo Isofix quando il bambino scende, perché in quel caso diventa un oggetto libero nell’abitacolo;

– abbandonare il rialzo troppo presto, solo perché il bambino «si sente grande».

Multe, punti patente e chi ne risponde davanti alla legge

L’articolo 172 del Codice della Strada stabilisce che tutti i bambini di statura inferiore a 1,50 metri devono essere assicurati a un sistema di ritenuta omologato.

Un dispositivo non omologato, non adatto o installato male equivale, agli occhi della legge, a non usare alcun sistema di sicurezza. Per i bambini sotto i 4 anni è obbligatorio anche il dispositivo antiabbandono.

Le sanzioni previste:

– una multa da 83 a 332 euro;

– la decurtazione di 5 punti dalla patente;

– in caso di recidiva entro due anni, la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. 

La responsabilità ricade sempre sul conducente.

Sulle curve bagnate della Chiantigiana, però, a fare la differenza non è la multa. È una cintura che passa sulla clavicola e sul bacino, e uno schienale che tiene ferma la testa del bambino.

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