IMPRUNETA – E' un sindaco di Impruneta deciso a dar battaglia quello che replica in maniera decisa alle accuse rivolte alla sua amministrazione dai consiglieri comunali di Opposizione Roberto Viti (Obbiettivo Comune) e Francesco Bianchi (M5S).
Il primo infatti punta la sua attenzione sulla chiusura degli uffici in via Cavalleggeri; il secondo sull'"immobilismo" dell'amministrazione comunale.
"Le affermazioni del consigliere Viti – dice Calamandrei – fanno ben capire quando da troppo tempo si è sui banchi del consiglio comunale e la mentalità rimanga spesso ancorata a vecchi schemi. La dichiarazione secondo cui “il Comune non ha i soldi nemmeno per ristrutturare i propri immobili” che più o meno fa il paio con le dichiarazioni del consigliere Bianchi sugli investimenti, fanno ben capire la mentalità di “spreco” che il consigliere si porta dietro da molti lustri".
"La continua diminuzione del personale in dotazione all’ente (da oltre 130 unità a poco più di 80 in circa un decennio) – spiega il sindaco – rende chiara la possibilità di concentrare gli uffici comunali. Vera la lettera della Asl che impone opere di ristrutturazione entro l’estate, altrettanto vero è che il sottoscritto non ha alcuna intenzione di spendere 160.000 euro dei soldi dei cittadini per ristrutturare un edificio del quale ad oggi possiamo fare a meno, e che occupa meno di una decina di dipendenti dell’ente".
"Abbiamo chiesto sacrifici – rimarca – in termini di spazio, ai ragazzi, alle insegnanti e al personale Ata, della scuola materna ed elementare di Impruneta, con la visione chiara di portare avanti il percorso scuole, e dotare il comune, dopo oltre 30 anni, di due scuole nuove. Che il percorso scuole non sia condiviso dal consigliere Viti è ben noto, viste le continue interrogazioni, interpellanze, accesso agli atti, e quant’altro sia possibile per mettere i “bastoni fra le ruote” al progetto".
"Altrettanto – evidenzia il primo cittadino – dobbiamo fare con gli uffici comunali, rivedendo gli spazi a disposizione ed ottimizzandoli. Un'ottimizzazione che comporterà anche risparmi economici. L’edificio di via Cavalleggeri, come il consigliere Viti saprà, fu acquisito per poter effettuare i lavori al palazzo comunale che da troppo tempo erano stati rimandati. All’epoca il personale del Comune superava ancora le 100 unità. Oggi con poco più di 80 unità, è possibile riequilibrare gli uffici sui plessi di Impruneta (palazzo comunale) e di Tavarnuzze (via Fratelli Rosselli)".
"Non è certo (come il consigliere Viti sottende) che l’amministrazione navighi a vista – replica Calamandrei – Tutt’altro. La visione d’insieme è ben chiara e definita da questa amministrazione, sapendo che i tempi per arrivare a conclusione del percorso complessivo non sarà certamente né breve né semplice".
Poi passa…al M5S: "Il consigliere Bianchi afferma che l’amministrazione parla solo di tagli? Oltre 400.000 euro investiti sulla scuola media di Tavarnuzze, e oltre 800.000 euro investiti sulla scuola elementare Paolieri. Circa 2.000.000 di euro (da oneri di urbanizzazione) per la nuova scuola materna di Impruneta, e 3.540.000 euro per la nuova scuola elementare di Impruneta".
"L’ultima scuola degna di tale nome – ricorda – è stata costruita nel capoluogo poco meno di cento anni fa, la Paolieri appunto, e l’ultima struttura comunale eseguita (ovvero la scuola media di Tavarnuzze), ha già passato abbondantemente i trent’anni. Non è forse questo investire? Non è forse questo programmare? Se non investiamo in primis sui nostri ragazzi su chi dobbiamo farlo?".
"La scelta di impegnare ogni sforzo in direzione delle scuole è ben conosciuto – dice ancora il sindaco – e con nessuna intenzione di spengere l’attenzione sulle stesse. I ritardi ci sono, innegabile, ma la direzione presa è altrettanto chiara ed assorbirà quasi completamente la possibilità di spesa del 2016, avendo anche effettuato tagli importanti. Gli impegni presi che si stanno concretizzando su via Quintole (800.000 euro), e su Colleramole (oltre 600.000 euro) dovrebbero far capire bene l’importanza degli interventi messi in atto".
"Sul “deliberone” del 2012 citato da Bianchi – accusa Calamandrei – alla luce della nuova legge regionale 65/2014 e del PIT, meraviglia che il consigliere non sappia che oltre la metà del suddetto atto non potrà essere realizzato. Dovrebbe meravigliare piuttosto il fatto che, nonostante il Comune sia dotato di uno strumento urbanistico, in pochi abbiano capito l’importanza di presentare progetti atti alla sua realizzazione con il Regolamento Urbanistico attuale, poiché una sua revisione, con l’applicazione della legge, e finito il periodo di salvaguardia, porrà sicuramente nuovi vincoli e limiti molto più stringenti".
Poi, la conclusione: "Si poteva far meglio? Si poteva fare di più? Indubbiamente sì, come in tutte le cose del resto. E infatti noi non ci accontentiamo, ma siamo consapevoli che gli investimenti messi in piedi in questi due anni sono di molto superiori alla… normale gestione dell’ente”.
di Matteo Pucci
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