“Cimitero del Picchirillo al collasso: è rimasto lo stesso dai progetti del 1842”

La denuncia di Roberto Viti: "Salme sepolte nella stessa terra. Manca spazio, defunti dirottati nelle frazioni"

IMPRUNETA – "Era il 2001 quando presentai un ordine del giorno relativo al cimitero di Picchirillo per richiederne l'ampliamento. Facevo presente che si erano appena spesi 800 milioni per la sua ristrutturazione e non si era previsto nessun ampliamento dei campi di inumazione che erano rimasti gli stessi da quando furono realizzati".

 

A parlare è Roberto Viti, consigliere comunale di Obbiettivo Comune. parte dal passato per arrivare a parlare di un problema reale. E attuale.

 

"Risulta infatti dai disegni dei progetti del 1842 – prosegue Viti –  che la superficie per la sepoltura è costituita  da un quadrato di 80 braccia fiorentine (un braccio fiorentino corrisponde a 58,4 cm). Questa limitata superficie per le sepolture costringe, da decenni, che allo scadere dei 10 anni si effettuano le riesumazioni che spesso non possono essere effettuate perché le salme non sono decomposte".

 

IL PROGETTO – Del 1842

 

"Non c'è da meravigliarsi di questo – spiega Viti – perché la terra dei campi di inumazione non è mai stata cambiata da quando è stato costruito il cimitero. Una buona norma di manutenzione dei cimiteri imporrebbe invece la sua periodica sostituzione. Adesso siamo proprio al collasso del cimitero perché non c'è più nessun posto per seppellire le salme. Il Comune ovvia a questa situazione utilizzando i cimiteri comunali delle frazioni. Questo arreca sofferenza e disagi ai familiari dei deceduti".

 

"Ma la situazione del cimitero di Picchirillo – rincara Viti – è ancora più grave perché non sono disponibili neppure i loculi e gli ossarietti. In una situazione disastrosa come quella descritta, l'amministrazione comunale presenta un bilancio di previsione del 2017 nel quale si rimanda ancora una volta l'ampliamento di questo cimitero al 2018".

 

"E' veramente sconcertante – rilancia il consigliere comunale d'opposizione – che dopo non realizzare nessun intervento di manutenzione di strade, piazze e marciapiedi non si cerchi neppure di mettere in cantiere i lavori per le  esigenze dei cittadini, che non solo costituiscono gravi emergenze, ma recano dolore ai familiari dei defunti".

 

"Rinviare ancora una volta l'ampliamento di questo cimitero – conclude Viti – vuol dire rimandare tutta la procedura alla prossima amministrazione.L'attuale amministrazione, oltre a tutte le cose che non avrà fatto, avrà sulla coscienza quella di non aver neppure iniziato un percorso teso ad ampliare il cimitero di Picchirillo".

 

LA DESCRIZIONE – Dei lavori previsti a metà Ottocento

di Redazione

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