Festa dell’Uva, tagli-choc ai contributi del Comune: organizzazione appesa a un filo

Il presidente dell'Ente Vermigli: "Dovremo tagliare ma molte spese sono obbligate. Il 2018 sarà un rebus"

IMPRUNETA – La Festa dell'Uva di Impruneta rischia grosso. Sia per quest'anno ma, soprattutto, per il prossimo.

 

E' una rivoluzione copernicana quella che il Comune di Impruneta attuerà per la prima volta con il bilancio 2017: i tagli ai contributi alla Festa, minacciati più volte negli anni scorsi, diventeranno realtà.

 

E saranno tagli sanguinosi: dai 22mila euro degli scorsi anni si dovrebbe passare, anche se la cifra finale dovrà essere ufficializzata nei prossimi giorni, a circa 5mila euro (c'è anche chi dice qualcosa di meno).

 

Un colpo durissimo per il presidente dell'Ente Festa dell'Uva Paolo Vermigli. Un colpo durissimo per quella festa che rappresenta lo spirito imprunetino.

 

 

"Intanto attendiamo che ci venga comunicata la cifra esatta – dice Vermigli – ma è innegabile che si tratta di un durissimo colpo. Per quest'anno dovremo cercare di raschiare il fondo del barile, di tagliare il tagliabile, e con i fondi incamerati dagli ingressi dello scorso anno ce la possiamo fare".

 

Il problema sarà drammatico per l'edizione 2018: "Pensate a cosa potrebbe succedere – riflette Vermigli – se alla sfilata di settembre prossimo ci saranno problemi di maltempo, se l'affluenza fosse scarsa".

 

Anche perché, come dice il presidente dell'Ente, "possiamo tagliare poca roba, il grosso dei costi è intoccabile. Parlo delle tribune, dell'assicurazione, delle spese per la sicurezza".

 

E sull'aumento dei ricavi? "Non possiamo alzare i prezzi per assistere – conclude Vermigli – perché sono già al massimo. Organizzare eventi collaterali? Ci vorrebbe unità d'intenti e, comunque, avrebbero costi e rischi".

 

Insomma, un bel ginepraio: e mentre c'è già chi si scaglia contro l'amministrazione comunale e contro una decisione a dir poco impopolare (ma le cifre del bilancio imprunetino sono a dir poco preoccupanti), c'è anche chi riflette sul fatto che, in tutti questi anni in cui il contributo è arrivato, i rioni abbiano pensato più alle "Camiciole" del lunedì che a dare qualche certezza economica e progettuale in più alla loro festa.

di Matteo Pucci

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