La rivolta di Candeli contro il ripetitore: “Via quell’antenna dal nostro paesaggio”

Sulla vicenda pende un ricorso al Tar. L'antenna è arrivata a settembre con l'autorizzazione del Comune

CANDELI (BAGNO A RIPOLI) – Un'antenna di 28 metri si staglia sopra i tetti delle case a Candeli dove i cittadini non ci stanno a lasciare che il loro paesaggio venga rovinato e hanno formato un comitato spontaneo per dichiarare guerra al palo della Telecom per la telefonia mobile.

 

L'antenna è arrivata a settembre 2017 dopo aver avuto l'autorizzazione dal Comune di Bagno a Ripoli e con il silenzio assenso della soprintendenza. Sulla vicenda pende ora un ricorso al Tar presentato da uno degli residenti della zona: "Questa è una zona vincolata dal punto di vista paesaggistico – spiega Giuseppe Rogantini, residente a Candeli – l'installazione del ripetitore viola le norme". La rivolta contro l'antenna è corredata di relazioni tecniche e precise motivazioni.

 

L'architetto Maurizio Casoni spiega che quell'antenna è posizionata anche vicino ai binari dell'alta velocità e oltre al danno al panorama rappresenta un pericolo perché alcuni frammenti potrebbero finire sulle rotaie. Il ripetitore si trova inoltre nell'area triage di emergenza e atterraggio degli elicotteri per la gestione delle emergenze in caso di incidenti ferroviari.

 

Quel che il comitato contesta al Comune di Bagno a Ripoli è anche l'assenza di un programma degli impianti di questo tipo, "per questo la domanda per il nuovo impianto poteva essere autorizzato solo in via eccezionale".

 

di Redazione

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