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mercoledì 24 Giugno 2026
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    Il dolore degli “Amici del Leccio di Belmonte”: “Quali menti malsane possono provocare questi danni?”

    "Si vede il bivacco il divertimento di ragazzi che passano molto del loro tempo a distruggere. Hanno anche divelto un grande ramo, amputato ancora quella bella chioma che ombreggiava"

    BAGNO A RIPOLI – Il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti, ha promesso che verrà sporta denuncia per trovare i responsabili.

    Ma il giorno dopo i terribili danneggiamenti al leccio secolare di Belmonte, quel tronco bruciato, quell’enorme ramo spezzato, l’amarezza di fonde alla rabbia.

    Ad esprimerla, tramite i proprio canali social, è quel gruppo di persone che sotto il “cappello” Salviamo il Leccio di Belmonte da anni si impegnano per la sua salvaguardia e valorizzazione.

    Bagno a Ripoli, shock: “Qualcuno ha bruciato il Leccio di Belmonte”

    “E’ accaduto l’impossibile e l’impensabile – scrivono – Il nostro amato Leccio ha subito l’ennesimo danno, forse irreparabile. Dalle foto (scattate da Andrea Rontini, uno di quelli che da anni si danno da fare per questo leccio plurisecolare, n.d.r.) si vede il bivacco il divertimento di ragazzi che passano molto del loro tempo a distruggere”.

    “Un braciere dentro il tronco del Leccio – proseguono – sicuramente a notte fonda godendo anche delle bellezze che il luogo mette a disposizione come la bella vista su Firenze”.

    “Spregiare un luogo che era per i loro genitori e nonni qualcosa di magico… – denunciano – Pensate quaranta, cinquant’anni fa oggi, il 24 giugno, sarebbero stati tutti intorno al grande albero a vedere i Fochi di San Giovanni! Da lì la vista è sempre stata suggestiva e di immensa bellezza!”.

    Poi, proseguono: “Hanno anche divelto un grande ramo, amputato ancora quella bella chioma che ombreggiava tutto il resede. Caro Gigante Buono non capiamo perché i nostri “nipotini” ti hanno fatto questo; tu non hai mai dato noia a nessuno anzi hai fatto divertire e crescere i loro pari età decine e decine di anni or sono. Hai nascosto piccoli amori, hai fatto ruzzolare l’Uovo il Lunedì di Pasqua”.

    “Ma perché ti hanno fatto questo? – domandano – Quali menti malsane possono provocare danni così irreparabili ad una pianta diventata “Monumento Nazionale” per aver visto per lo meno quattro secoli di storia?”.

    Nella rabbia più profonda, un timido barlume di umana speranza: “Qualcuno ha cercato di salvarti e se non ti sei bruciato tutto è perché altri ragazzi, più sani, più normali, con la testa sulle spalle hanno chiamato i vigili del fuoco non prima di aver visto a notte fonda la tragedia che si stava per consumare”.

    “Non sappiamo se riusciranno a salvarti – rimarcano – a loro va il nostro grande immenso plauso; alle famiglie tutte, alla nostra comunità, diciamo di aiutare le forze dell’ordine a scoprire ed a punire gli autori di tale scempio”.

    “Tutta la nostra comunità di Bagno a Ripoli – concludono – dall’amministrazione comunale che ci ha sempre sostenuto, alla Misericordia di Firenze, attuale proprietaria dell’area e che ringraziamo per le visite che ci ha consentito, dobbiamo unirci per sapere perché questo è potuto avvenire. Noi ci stringiamo intorno al nostro amato Leccio con i bambini che portammo il 25 marzo di quest’anno: e giuriamo, caro grande amato Leccione, che non ti lasceremo solo!”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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