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mercoledì 5 Ottobre 2022
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    Gina Marie Napolitan, americana, gira il suo “corto” a Castellina in Chianti

    CASTELLINA IN CHIANTI – Il primo regista che arriverà in Chianti dello "Slow Movie Contest", il progetto elaborato dalla Macina di San Cresci (Greve in Chianti) che porterà nei nostri otto comuni otto registi (ciascuno dei quali girerà un corso sulle arti e sui mestieri del comune "ospitante"), sbarcherà a Castellina in Chianti l'8 luglio.

     

    Si tratta della statunitense Gina Marie Napolitan (nella foto), 32 anni, originaria di Brockton, Massachusetts. Vive a South Pasadena, in California, lavora come  filmmaker sperimentale e media artist, "burattinaia", video designer per produzioni teatrali sperimentali. I suoi film d’animazione sono stati proiettati al Boston Underground Film Festival, all’Anthology Film Archive di New York City, al LA FilmForum, Antimatter Film Festival, al Black Maria, all’animateCologne e in molti altri festival dentro e fuori dagli USA. Nel 2011 ha ricevuto il Princess Grace Foundation Award, e nel 2012 ha vinto la Residenza Artistica all’ Echo Park Film Center di Los Angeles. E’  laureata in Film&Video al Massachusetts College of Art e in Animazione Sperimentale al California Institute of the Arts.

     

    Una curiosità: il collage e la pratica di assemblare gli oggetti sono la forma principale di espressione creativa di Gina, che ha radici nella sua infanzia. Negli anni ’70 i suoi genitori acquistarono una fattoria vecchia di 180 anni a Brockton, in Massachussets, e iniziarono a restaurarla pian piano. I lavori andarono avanti per tutti gli anni ’80, e in questo periodo furono trovati degli oggetti misteriosi nascosti nelle mura: vecchi giocattoli, pile di riviste pulp datate 1870, pipe di pannocchia, pezzi di vestiti. Sua madre decise di conservare tutto, su uno strano tableaux posto in salotto.

     

    Da bambina Gina passava ore a fissare questi oggetti, trovando associazioni fra loro con cui costruiva storie, in una sorta di particolare "archeologia suburbana". Il cinema costituisce, secondo Gina, la ‘vetrina’ perfetta per questo tipo di arte: può ridare vita, attraverso il movimento, a oggetti scartati, buttati via, e creare nuove identità con ogni ri-arrangiamento e giustapposizione di immagini sullo schermo.

     

    Dice di Slow Movie: "E’ la prima volta che vengo in Toscana e in Italia. Amo fare ricerche sulla storia dei luoghi: è così che mi preparo per Slow Movie Contest, oltre a imparare a parlare un po’ d’italiano. Ultimamente mi interessa molto l’uso delle candele d di piccoli flash di luce  molto focalizzati come primaria fonte di illuminazione nei miei film, e spero che ci sarà modo di far uso di questa tecnica nel corto che girerò nel Chianti, e che probabilmente sarà un mix fra filmati "live action" e filmati animati".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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