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martedì 28 Giugno 2022
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    Indagine ARS: in Toscana i ricoverati per altre patologie positivi al Covid superano il 40%

    Omicron e i vaccini hanno cambiato la pandemia, e l'Agenzia Regionale di Sanità torna a confermarlo con un'indagine attualissima: dal 32,1% di inizio gennaio siamo al 42,8%

    FIRENZE – Chi lavora in ospedale, così come la stessa Agenzia Regionale di Sanità nella sua indagine di inizio gennaio, lo avevano già indicato.

    Omicron e i vaccini hanno cambiato il segno della pandemia da Covid-19: e se fino a ottobre-novembre i ricoveri-Covid erano quasi tutti direttamente legati a patologie direttamente collegate al virus, con la nuova variante e la vaccinazione di massa i due percorsi si sono (per così) dire separati.

    # Agenzia Regionale di Sanità, la conferma: “32% ricoverati Covid, in ospedale per altre patologie”

    Ovvero, in maniera sempre più marcata la positività al virus è solo uno status non incidente sulle motivazioni del ricovero: e ARS torna a certificarlo, per quanto riguarda la nostra regione, con dati ancor più interessanti.

    E lo fa, come a gennaio, con uno studio condotto da Fabrizio Gemmi (lo trovate qui per esteso), coordinatore Osservatorio per la qualità ed equità, Agenzia Regionale di Sanità della Toscana.

    “I dati raccolti tra il 5 e il 10 gennaio 2022 – inizia la riflessione di Gemmi – mostravano che, nei sei ospedali esaminati, di 476 pazienti positivi per SARS CoV2, 153 (32,1%) erano ricoverati per causa diversa dalla Covid-19, come patologie acute di tipo medico (tra cui malattie cardiovascolari, cerebrovascolari, infezioni gravi, insufficienza renale acuta, decadimento cognitivo), interventi chirurgici e traumi”.

    A distanza di tre settimane dalla prima rilevazione, ARS ha richiesto di nuovo la collaborazione delle direzioni sanitarie degli ospedali, per vedere se il fenomeno avesse mantenuto le stesse dimensioni oppure se qualcosa fosse cambiato.

    “L’incidenza giornaliera di nuovi casi nella popolazione è in diminuzione – si precisa – sia nella nostra regione (640 casi ogni 100.000 residenti il 31 gennaio), che in Italia in generale (564 casi ogni 100.000 residenti il 31 gennaio). Il dato regionale risulta ancora un po’ più alto della media nazionale, con le regioni centro-settentrionali che appaiono, come rilevato nel precedente approfondimento, più colpite”.

    Lo studio di ARS specifica che “l’altissima percentuale di pazienti asintomatici o con sintomi lievi rilevata nel gennaio 2022 (99,7% di pazienti asintomatici, paucisintomatici o con sintomatologia lieve), l’enorme richiesta di tamponi per motivazioni diverse da quelle delle prime ondate, quando in pratica si testavano solo i sintomatici e i contatti stretti, e l’altissima diffusibilità della variante Omicron sono alla base delle dimensioni di questo picco”.

    E anche che (grazie a vaccinazioni e, probabilmente, minor aggressività di Omicron nelle vie respiratorie più profonde), il “tasso di pazienti ricoverati è molto più basso rispetto ai periodi precedenti, sia come ricoveri complessivi (Toscana 0,97%; Italia 0,83% il 31/1/22) che come ricoverati nelle terapie intensive (Toscana 0,07%; Italia 0,06% il 31/1/22)”.

    “Il numero totale dei ricoverati – scrive Gemmi – in Toscana: 1.477 ricoverati con 112 pazienti in terapia intensiva, il 31/1/22, comincia a mostrare un andamento discendente rispetto ai giorni trascorsi, soprattutto per i ricoveri in terapia intensiva: questi dati saranno da confermare con le osservazioni dei prossimi giorni. Nonostante l’altissimo numero di contagi di questa ondata, attualmente i ricoverati corrispondono a poco più della metà dei picchi precedenti (2.128 il 23/11/21), e quelli in terapia intensiva a circa un terzo del picco (298 il 22/11/21)”.

    Da qui l’osservazione principale: “Risulta un’evidente incoerenza tra la percentuale dei casi con sintomatologia assente o lieve (99,7% in gennaio 2022) e la percentuale dei ricoverati (che in Toscana in gennaio ha oscillato giornalmente tra 0,7 e 1%), ma la spiegazione la si ritrova nell’osservazione che questa ondata di ricoveri è caratterizzata dalla notevole quantità di pazienti positivi per infezione da SARS CoV2 ricoverati per altri motivi: tale condizione era segnalata sporadicamente in precedenza, mentre adesso il fenomeno presenta proporzioni rilevanti”.

    L’Agenzia regionale di sanità ha quindi condotto, tra il 28 e il 31 gennaio 2022, un approfondimento della precedente indagine per una stima attendibile della proporzione di questa casistica, con la collaborazione volontaria delle direzioni sanitarie degli ospedali.

    Tabella 1. Ospedali coinvolti nell’indagine e giorno di rilevazione

    tabella1 approf 02feb2022

    Hanno partecipato alla survey 13 ospedali, con un totale di 1.051 pazienti ricoverati con tampone positivo corrispondenti a oltre il 70% del totale degli attualmente ricoverati con Covid in Toscana, alla rilevazione effettuata in un giorno tra il 28 ed il 31 gennaio 2022.

    Da qui, la verifica secondo la quale “alla rilevazione attuale, dei 1.051 pazienti positivi per SARS CoV-2, in 450 il ricovero non è stato motivato dalla Covid, ma da un’altra causa (42,8%, tre settimane fa era 32,1%): i pazienti erano in ospedale per patologie acute di tipo medico (tra cui malattie cardiovascolari, cerebrovascolari, infezioni gravi, insufficienza renale acuta, decadimento cognitivo), psichiatrico, interventi chirurgici, e traumi. La percentuale di queste condizioni che richiedevano il ricovero risulta abbastanza variabile da un ospedale all’altro”.

    Tabella 2. Ricoverati per Covid-19 e positivi ricoverati per motivi diversi

    tabella2 approf 02feb2022
    “Un mezzo più completo che consentirà una valutazione complessiva del fenomeno che abbiamo evidenziato – conclude Gemmi – sarà fornito dall’analisi delle ultime schede di dimissione ospedaliera, di cui l’ARS potrà cominciare a disporre tra qualche settimana. E che risulteranno utili  per capire se i pazienti positivi hanno esiti differenti da quelli con le stesse patologie ma negativi; e, inoltre, per comprendere il reale impatto dello stato vaccinale di questa popolazione di ricoverati, potendo disporre di un set di dati completo, con possibilità di stratificazione in base alla classe di età dei soggetti”.

    Infine, vengono riportate anche le considerazioni del dottor Giacomo Corsini, direttore sanitario dell’ospedale Versilia. Che riportiamo poiché molto interessanti e tese a capire come ci si dovrà comportare nell’immediato futuro.

    “La situazione epidemiologica attuale ha determinato la necessità di effettuare una revisione globale dei percorsi di ricovero ospedaliero, dovendo di fatto identificare percorsi separati su tre tipologie di pazienti: positivi con Covid, positivi con altra patologia e negativi.

    A questi si aggiungono altre necessità di isolamento che devono comunque essere gestite (NDM, Clostridium, ecc).

    Lo stato epidemiologico attuale richiederebbe una revisione dell’approccio, differenziando la gestione fra soggetti vaccinati con ciclo completo e non vaccinati e soggetti con sintomatologia (più o meno grave) e senza sintomatologia.

    La necessità di effettuare lo screening in ingresso, evidenziando un sempre maggior numero di soggetti rilevati incidentalmente positivi, dovrà probabilmente essere in un prossimo futuro gestito con le medesime modalità con cui si gestiscono altre patologie infettive a medesima trasmissione, isolando in stanze e non in settori dedicati.

    Naturalmente per procedere in tale direzione si dovrà confermare il trend di ridotta gravità della patologia e tali indicazioni dovranno essere date almeno a livello nazionale”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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