TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Affida ancora una volta a Facebook le proprie riflessioni in merito al caso che sta facendo discutere Tavarnuzze e Impruneta da giorni: quello della ex badante che si è impossessata della casa in cui aveva prestato servizio, dopo che mamma (anziana) e figlia (disabile) si erano allontanate per un periodo di tempo a causa dei problemi di salute della prima.
Il sindaco Alessio Calamandrei sta lavorando personalmente (anche perché l'assessore al welfare Francesca Buccioni è fuori dalla giunta) sulla questione: "Liberi di non crederci – dice ma ce la stiamo mettendo tutta per risolvere l'annoso (non fossi sindaco lo chiamerei schifoso) problema che una famiglia tavarnuzzina sta subendo con l'occupazione della propria abitazione".
"Non c'entra essere straniero o meno – prosegue – Mi hanno chiamato già un paio di testate giornalistiche nazionali, ma proprio per tutelare al massimo le due persone che stanno subendo tutto ciò, di comune accordo col tutore, non abbiamo dato la nostra disponibilità. Molto probabilmente già domani una televisione nazionale sarà sul posto, chiedendo ai vicini ed ad altri un commento al fatto avvenuto".
"Nelle settimane scorse – continua – ho potuto verificare (ma non avevo alcun dubbio) lo "scudo" vero e proprio che è stato fatto intorno alla famiglia, dall'intera comunità tavarnuzzina, dalla parrocchia, dagli amici. Suona altresì inverosimile che per un appuntamento col giudice tutelare si debba andare a novembre!".
"E' questa la giustizia? – si chiede Calamandrei- E' questo segnale di coesione civile? Purtroppo (a volte) su questa terra sono in vigori le leggi degli uomini e non quelle "divine"…".
"Io una suonata al campanello la darò – annuncia – e farò presente che sono persone non gradite nella comunità. Nella legge e nel rispetto delle regole ma lo farò".
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA

























