IMPRUNETA – Nella serata di martedì 16 giugno, in una villa a Impruneta, nella zona delle Sodera (fra il capoluogo e il Ferrone), si è concretizzata una delle rapine in casa più pesanti degli ultimi anni nel nostro territorio: stiamo parlando della violenta rapina ai danni dell’imprenditrice Daniela Fargion.
Imprenditrice rapinata in villa, nella zona delle Sodera (Impruneta): minacciata con pistola
Ci siamo fatti raccontare cosa è successo dalla diretta interessata. Che, purtroppo, ha già vissuto in passato situazioni di questo tipo.
E che adesso si sta occupando dei controlli sulla sua situazione sanitaria, dopo un’esperienza a dir poco drammatica.
“Questa è ormai la quarta volta. In quest’ultima, avvenuta martedì scorso, si sono presentati alle 22 di sera, usando il piede di porco per entrare in casa. Hanno picchiato e legato i domestici; poi sono venuti in camera mia” ci dice con la voce ancora rotta dalla paura.
“Sono rimasti fino a dopo mezzanotte – prosegue – Mi hanno riempita di botte ovunque, in testa, sulle braccia, sulle gambe”.
“Erano cinque persone in totale – ricorda – tutti professionisti, parlavano tra di loro con gli auricolari. Tre di loro erano fissi in camera, armati, vestiti con tute nere e con la calzamaglia sul viso”.
“L’unica cosa che si vedeva erano gli occhi – ripercorre con noi quegli attimi, terribili – Mi hanno svegliata con la pistola in fronte: io non ho reagito bene e loro mi hanno picchiata subito”.
Daniela ripercorre lucidamente tutti quei momenti: “Hanno preso subito l’orologio Patek Philippe che avevo sul comodino. Poi hanno iniziato a spaccare tutto. Ho detto loro dove era la cassaforte, l’hanno presa a picconate e l’hanno distrutta. Lì, hanno trovato accendini di Cartier, monete d’oro e altro. Ma per loro era troppo poco, e si sono arrabbiati”.
“Pensavano – dice ancora – che avessi un’altra cassaforte. Ho detto loro che non erano informati bene, che con le precedenti rapine avevano preso tutti i gioielli che avevo. Sono diventati più violenti e cattivi, perché volevano altro”.
“Quindi sono andati nello studio – aggiunge – Hanno iniziato a spostare quadri, hanno preso valigie firmate, foulard Hermès. E borse da collezione che avevo in alcune vetrine”.
L’incubo però non era finito: “Ancora non erano contenti. Mi hanno picchiata di nuovo, alle gambe, dove tra l’altro ho già subito diverse operazioni chirurgiche”.
“È stata davvero molto dura stare in una stanza con loro, senza reagire – riflette – Avevo anche una pistola nella stanza, che mi hanno rubato insieme al porto d’armi. Alla fine l’incubo è terminato, e sono scappati con tutta queste cose”.
“Questa volta è stata la peggiore – conclude Daniela, a dir poco amareggiata – Mi hanno distrutta”.
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