venerdì 7 Agosto 2020
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    L’implosione del MoVimento 5 Stelle nel territorio del Chianti fiorentino

    A poco più di un mese dal voto amministrativo nei quattro comuni del Chianti e delle colline fiorentine (Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti, San Casciano), l’ufficializzazione da parte del MoVimento 5 Stelle di Bagno a Ripoli della non candidatura certifica il primo vero dato politico.

    Ovvero l’implosione del M5S nel nostro territorio. E non si tratta di opinioni, quanto semplicemente di constatazione dei fatti e dei numeri.

    Dato numero uno. Elezioni amministrative anno 2014: il M5S si presenta a Bagno a Ripoli (1.257 voti, 8,63%, un consigliere comunale); a Tavarnelle (604 voti, 14,65%, due consiglieri comunali); a Greve in Chianti (785 voti, 11,05%, due consiglieri comunali).

    Dato numero due. Elezioni amministrative anno 2019: il M5S continuerà a non presentarsi a San Casciano (così come nel 2014, è stato comunicato nei giorni scorsi dagli attivisti sancascianesi); non si presenterà a Bagno a Ripoli; non si presenterà, salvo sorprese ormai quasi impossibili (così come impossibile avere informazioni dal livello regionale del movimento), nè a Barberino Tavarnelle nè a Greve in Chianti. Insomma, scomparso ovunque.

    Dilapidato un patrimonio di quasi 3mila voti (compariamo con le amministrative, in altre tornate elettorale ha preso molto di più) e di cinque consiglieri comunali.

    Una vera e propria implosione come detto. Una diaspora senza precedenti in terra chiantigiana. Mai vista.

    Da valutare le motivazioni. Fra chi non ne ha fornite e chi, come a Bagno a Ripoli, non si è candidato a causa dell’assenza della “certificazione dallo staff del MoVimento 5 Stelle nei tempi tecnici necessari per gli adempimenti amministrativi e per la campagna elettorale”.

    Rimane il tema di una assenza a 360 gradi. Solo a Impruneta, lo scorso anno, il M5S ha confermato la sua presenza alle urne (riconquistando il consigliere comunale che aveva conseguito nel 2013). Per il resto, tabula rasa.

    Una assenza, peraltro, che sta già vedendo liste civiche e di centrodestra fregarsi le mani: nella convinzione che molti di quei voti andranno a confluire sulle loro proposte politiche.

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