SAN CASCIANO – Se Padre Guido Raspini, sacerdote cappuccino molto conosciuto e amato a San Casciano. oggi fosse stato in mezzo a noi, avrebbe compiuto 100 anni.
Invece ha lasciato la vita terrena durante il suo ultimo pellegrinaggio a Lourdes, il 23 agosto 2008, mentre guidava e animava la pratica della “Via Crucis”.
Alla seconda “Stazione” si accasciò a terra e spirò: aveva 87 anni.
Da giovane frate aveva fatto una promessa a Maria, alla quale era profondamente devoto: “Porterò in pellegrinaggio alla Grotta di Lourdes, per 50 volte, tanti pellegrini a pregare, dopodiché Madonnina mi potrai prendere”.
E così quel caldo 23 agosto il suo desiderio fu esaudito.
Un sacerdote quel giorno, durante la Santa Messa ai piedi della Grotta, si accorse che Padre Guido era bagnato. Pensò che la causa fosse da attribuire al suo intrattenimento sotto la Grotta, da dove cadevano gocce d’acqua.
Tanto che rivolgendosi al cappuccino disse: “Padre è tutto bagnato, si vuole cambiare il saio?”. “No – rispose Padre Guido – sono le lacrime della Madonna”. Dopo poco il suo cuore cessò di battere.
Al secolo Pasquale Raspini, era nato il 23 novembre 1921 nel comune di Reggello, in località Montanino: ultimo di 12 figli, il 5 ottobre 1936 entra nel seminario dei cappuccini e il 26 giugno 1938, a soli 17 anni, veste l’abito nel convento La Maddalena di Montepulciano.
Completa il corso teologico nel convento di Montughi, a Firenze, dove riceve gli ordini sacri. Completati gli studi, viene inviato come precettore nel seminario serafico di Montevarchi.
Date le sue notevoli doti, viene inviato a Roma nel Collegio Internazionale dei cappuccini per una specializzazione in sacra teologia presso la Pontificia Università Gregoriana.
Rientrato a Montughi viene nominato Lettore e Direttore degli studenti del convento, e nel 1953 è nominato vicario alla grande Fraternità dei Cappuccini.
Nel 1955 viene nominato Assistente Provinciale del Terz’Ordine Francescano (TOF) fino al 1992. Nel 1965 si trasferisce a San Casciano, sede dell’Assistenza Provinciale del TOF, e vi rimane fino al 1992.
Nel 1992 è trasferito nel convento di Ponte a Poppi in Casentino, dove trascorre gli ultimi 16 anni della sua vita dedicandosi al servizio sacerdotale nel nuovo ambiente ecclesiale.
Tanti sono stati i suoi pellegrinaggi con i fedeli: Lourdes, Fatima e San Giovanni Rotondo, dove ha avuto l’opportunità di stare insieme a San Pio da Pietrelcina che aveva scherzosamente soprannominato Padre Guido “Il toscanaccio”.
Così sabato 27 novembre Padre Ferruccio Pierini, che per tanti anni è stato insieme a Padre Guido e che oggi è nel convento di Ponte a Poppi, si è recato al cimitero di Incisa Valdarno per benedire il loculo dove riposa Padre Guido.
E, successivamente, si è spostato nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano al Vivaio di Incisa Valdarno, dove erano presenti parenti, figli spirituali, semplici conoscenti, che nella ricorrenza del centenario della nascita hanno voluto ricordare Padre Guido con una Santa Messa presieduta da Padre Ferruccio e don Riccardo Nepi.
“Era un’anima buona – è stato detto da Padre Ferruccio – semplice, sempre cordiale e disponibile a dare una parola di conforto a tutti quelli che venivano a bussare alla porta del convento. Un uomo che seppur con i suoi acciacchi, non riusciva a stare fermo un momento, anche la notte lo sentivo dalla mia cella che camminava animatamente lungo il corridoio con la corona del Rosario in mano e pregava. Sì, mi aspettavo che il suo pellegrinaggio a Lourdes sarebbe stato l’ultimo, a me ma anche ad altri aveva confidato che la Madonna lo avrebbe preso con sé”.
In tale circostanza la nipote, Maria Raspini, ha raccolto in un libro-ricordo dal titolo “Io e San Francesco” alcuni scritti pubblicati dal 1956 al 1987 sulla rivista “Risveglio Francescano” dello zio Guido. Dove sono citati anche momenti di vita passati presso il convento di San Casciano.
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