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mercoledì 29 Aprile 2026
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    Proprietà e dirigenza incapace ce l’hanno fatta: entusiasmo spento

    Nessun problema, niente è perduto. Nel senso: niente è stato speso, quindi neanche un euro è andato perduto.

     

    Il rischioso entusiasmo che serpeggiava da mesi oramai e che era la nostra arma in più, quella che cambiava gli equilibri, che ci permetteva di giocare e vincere gare in serie nonostante una rosa buona e nulla più è finalmente spento.

     

    Un lavoro faticoso ma neanche troppo lungo, completato in 4 mesi da parte della proprietà con l’aiuto di una dirigenza incapace, incompetente e sicuramente connivente.

     

    Nessuno deve pretendere di più, tifosi compresi. Infatti alcuni lo hanno capito anche troppo bene, visto che nonostante tutto difendono a spada tratta l’operato di proprietari e dirigenti, allineandosi a una situazione che disaffeziona, che rovina i sogni e l’essenza vera del calcio.

     

    Una situazione che secondo i loro pensieri ci garantisce di rimanere sempre nei piani alti della classifica, come se rimanere sempre lassù con il preciso intento di non andare oltre, fosse una bella prospettiva.

     

    Come corteggiare tutta la vita una bella donna e quando sei lì lì per convincerla… “No grazie, a me basta fare la corte”. Dante al cospetto era un dilettante.

     

    L’allenatore perfetto per la Fiorentina non deve avere alcuna ambizione, altrimenti viene fatto impazzire come già precedentemente con Prandelli e Montella. Adesso è il turno di Paulo Sousa, già scottato da un mercato estivo inferiore alle attese.

     

    Gli erano state fatte promesse precisissime per gennaio, regolarmente e completamente disattese. E ora anche lui perde la trebisonda. Assurdo che un professionista come lui non sapesse che società avrebbe trovato.

     

    Pensava di essere diverso dagli altri? Pensava davvero che con lui gli investimenti sarebbero cambiati? Che i budget sarebbero cambiati? Qua servono degli “Yes-Man”, che vengano qua a sottoscrivere ogni scelta dirigenziale senza alcuna pretesa di crescita sportiva, cosa pretendeva?

     

    Infine alcune discussioni tattiche.

     

    La formazione schierata con il Milan ieri sera non ha alcuna logica. La Fiorentina non può giocare sempre nello stesso modo, soprattutto se mancano due interpreti fondamentali come Badelj e Gonzalo Rodriguez.

     

    Tomovic e Roncaglia non devono mai giocare insieme, si poteva arretrare Alonso sulla linea dei difensori e giocare con Pasqual esterno. Ma soprattutto è arrivata l’ora di sostituire il portiere.

     

    Sepe a me non piace e quando ha giocato non ha assolutamente convinto, ma insistere su Tatarusanu significa subìre gol ad ogni tiro in porta o quasi. Il rumeno in questo momento non è presentabile.

     

    Paulo Sousa è l’artefice di questa classifica, l’uomo che ha maggiori meriti per una situazione ampiamente sopra le previsioni. Quindi è difficile ritenerlo responsabile di qualcosa. Ma che anche lui purtroppo abbia perso lucidità appare evidente.

     

    Personalmente ne sono molto dispiaciuto. Per lui che sembra essere davvero un grande allenatore, persona seria e affamata di successo. Ma anche per noi tifosi soprattutto.

     

    Quel pazzo del nostro mister ce l’ha messa tutta, facendoci fare 38 punti in 18 giornate, ma finalmente è caduto nel “progetto” che altro non è che l’obbligo di arrivare tra il quarto ed il sesto posto.

     

    E di non pretendere nient’altro, perchè il budget è pensato per un campionato di quel livello e nessuno ha voglia di modificare i conti. I giocatori adesso arriveranno, con scientifico ritardo. Il campionato è finalmente tornato di livello consono a quanto previsto. Stava semplicemente andando troppo bene e andavano abbassate le pretese dei tifosi.

     

    Niente di tutto questo ha a che vedere con lo sport, con il calcio, con la passione. Con Firenze.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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