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mercoledì 29 Aprile 2026
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    Cari rosiconi vi scrivo… La squadra dà tutto, la dirigenza fa figure barbine

    Ci avete fatto caso che alcuni dei vostri colleghi tifosi vi guardavano quasi con odio dopo il 2-0?

     

    Avete letto gli impropèri di ogni genere che i vostri amici non rosiconi vi hanno dedicato su Facebook?

     

    Su su, non fate finta di nulla.

     

    Quelli come me,  che si schierano così apertamente contro la gestione della nostra squadra del cuore sono oramai l’unica ragione di vita di quelli che la pensano diversamente.

     

    Non esultano perchè la Fiorentina ha fatto gol, esultano perchè hanno ragione loro, perchè loro sono felici di tutto questo, perchè sono convinti che Firenze non potrà mai lottare per lo scudetto, perchè meglio che terzi o quarti non saremo mai e allora tutto questo non è criticabile.

     

    In mezzo a questa eterna divisione che è la città di Firenze però, ci sono anche dei fatti concreti.

     

    Contro il Torino il nostro mister è stato costretto dagli eventi a schierare una formazione clamorosamente rimaneggiata.

     

    Sulla linea di centrocampo vi erano per lo più 5 individui “diversamente mediani”: due attaccanti (Bernardeschi e Ilicic), un terzino (Pasqual) e due mezze ali (Borja Valero e Verdù), una delle quali (indovinate quale) praticamente da due anni fuori dal calcio che conta e con una carriera modesta.  

     

    Eppure Paulo Sousa ha avuto il coraggio di schierarsi con due attaccanti di ruolo, azzeccando ogni mossa e vincendo con semplicità, senza quasi mai rischiare e con un punteggio che poteva essere ben  più rotondo.

     

    Un Torino annichilito e vivo solo durante i primi 15 minuti, che ha tirato in porta due volte in tutto. La Fiorentina ha fatto ancora una volta di necessità virtù, con uno spirito di abnegazione eccezionale, con una quadratura tattica perfetta. Giocatori e allenatori, ancora loro. Questa banda di matti che non ha la minima intenzione di arrendersi.

     

    In campo stiamo facendo i miracoli, mentre dietro la scrivania si fanno azioni legali contro Ljajic o contro Salah (facendo, per adesso, figure barbine).

     

    In campo stiamo tenendo il passo di squadre che costano il quadruplo della nostra, mentre i nostri dirigenti cercano di vendere Gilberto in Serie B (vietato per regolamento) o chiedono terzini al Galatasaray (sebbene siano di proprietà del Manchester City).

     

    L’allenatore dice in ogni intervista che vuole superare i propri limiti, che non si pone obiettivi minimi… . Il presidente ci racconta di come sia finanziariamente rischioso andare in Champions League.

     

    Ed in mezzo a tutto questo, che decisione prende il “patron” Andrea Della Valle?

     

    Sprona la propria dirigenza che ancora non è riuscita a prendere un difensore? Dice due parole a proposito della situazione dei 12 ragazzi denunciati dopo un coro (sì, dopo un coro) al termine di Napoli-Fiorentina? Cerca di compattare l’ambiente per lottare tutti insieme per un sogno?

     

    No, tranquilli, niente di tutto questo.

     

    Andreino ci voleva solo dire che lui “cambia abitudini” e dopo la “contestazione” al termine di Fiorentina-Lazio (ovvero dopo che una ventina di persone gli chiesero di spendere di più, senza assolutamente offenderlo) non rilascerà più la tradizionale intervista del dopo gara.

     

    Beh, grande passo in avanti.

     

    Giuro che non avevo ancora capito a che titolo parlasse visto che non è nè il presidente, nè quello che decide e non è neanche quello che paga.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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