Lo devo ammettere, mi aspettavo di più. Ad ogni latitudine. Mi aspettavo molto di più dalla tenuta mentale del nostro allenatore, oramai in totale confusione da un mese a questa parte (gara col Torino esclusa).
Lo facevo più difficile da scardinare il portoghese, lo facevo più tosto. Invece alla prima vera bagarre mediatica si sta sciogliendo come neve al sole.
Partite senza grandi spunti, lente, con poche novità. Non riusciamo più a cambiare marcia, non abbiamo più una soluzione logica in avanti, poco o nulla. Poca lucidità, due espulsioni di fila.
Sarà sicuramente anche la condizione atletica, non metto in dubbio, magari tra poco torneremo brillanti. Sarà che non ci sono ricambi all’altezza, la rosa non è certamente da scudetto, nessuno lo ha mai sostenuto.
Però subito dopo la gara con la Lazio scrissi che il nostro attacco (fino a quel momento con gli stessi gol fatti del Napoli) sarebbe andato in sofferenza, perchè l’effetto “novità” stava esaurendosi e le squadre iniziavano a studiarci fin troppo bene e che sarebbe stata ora di pensare a qualcosa di diverso.
Sarri, per fare un esempio, schiera sempre i soliti 11. Ma i suoi schemi offensivi cambiano ogni 2-3 settimane. Adesso è Callejon il protagonista (anche ieri un rigore netto guadagnato e non fischiato ed una rete valida annullata). Si scambia con Higuain e va al centro nella voragine che logicamente gli lascia l’argentino, una recente novità.
E invece Paulo Sousa sembra non trovare più il bandolo della matassa. Si è fatto completamente rintronare dall’assurda confusione che la proprietà ha voluto creare. Si potranno fare mille illazioni sui motivi. La verità non la sapremo mai e gli unici a pagare saremo sempre e soltanto noi e i nostri stupidi sogni.
Proprio per questo mi aspettavo molto di più anche dai tifosi.
Ogni volta che c’è un progetto buono viene abortito con una regolarità disarmante. Prima Prandelli, poi Montella, ora Sousa.
Sempre la proprietà che si scaglia in un modo o nell’altro contro l’allenatore di turno, reo solo di chiedere qualcosa di più dal mercato o di fare dichiarazioni “populiste”. Non so francamente come faccia la frangia del tifo più calda a continuare a sostenere una situazione di questo tipo.
Certo è che contestare una squadra da terza in classifica è un discorso che potrebbe sembrare assolutamente idiota, mi rendo conto.
Infine mi aspettavo molto di più anche dalla proprietà.
No, no. Non dal mercato. Su quello oramai avevo perso ogni speranza già a metà gennaio, quando del difensore non ve ne era manco l’ombra. Mi aspettavo un sistema diverso almeno stavolta, non la solita manfrina esplosa prima dalle pagine dei quotidiani sportivi nazionali, poi a livello locale e sempre raccontata per mezzo delle solite penne.
Uno schema oramai vecchio che ha più o meno la credibilità del nostro direttore generale signor Rogg: praticamente zero.
Siamo alla vigilia di due tra le partite più importanti di tutto l’anno.
L’Inter domenica sera e il CDA di giovedì 18 febbraio. Ed è davvero molto triste pensare che il secondo appuntamento è tremendamente più importante del primo.
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