Nella primavera del 1993, a Greve in Chianti, in piazza Matteotti, davanti al Palazzo del Comune, un anziano schiaffeggia una bella ragazza e nessuno dei presenti interviene. Neppure i vigili urbani, che assistono. Com'è possibile?
È che siamo sul set di un film: "Amami", di Bruno Colella. L'uomo è l'attore Novello Novelli, da Poggibonsi, e la donna Moana Pozzi. Tutto regolare, dunque. Trattasi di finzione scenica.
Nel lungometraggio, oltre ai due litiganti in pubblico, sono coinvolti come interpreti anche Eugenio Bennato, Alessandro Borgese, Flavio Bucci, Carlo Buccirosso, Victor Cavallo, Massimo Ceccherini, Tony Esposito, Sergio Forconi, Raul Julia-Levy, Carlo Monni, Alessandro Paci, Nadia Rinaldi e, come cosceneggiatore insieme al regista, Giovanni Veronesi.
Tutti impegnati nel creare a Moana Pozzi, che purtroppo muore un anno dopo o poco più, l'occasione per un'esperienza artistica che vada oltre il porno.
Amami è la storia di un padre, Tullio (Novello Novelli), rimasto al suo paese, Greve, e della figlia Anna, andata a cercare fortuna come artista nella grande città, Roma, per diventare però in breve un'eroina del cinema a luci rosse, ovviamente all'insaputa del genitore, ma non dei suoi compaesani.
Finchè un giorno Tullio viene a sapere e ne resta sconvolto. Chiude la vicenda il perdono finale.
Le location ce le raccontano i protagonisti, a partire dal regista: “I luoghi di Amami sono Greve e Panzano, spiega Colella. L'enoteca di Greve in realtà la spacciammo per quella di Panzano (i proprietari non furono contenti!), perchè preferii inquadrare il suo ingresso accanto alla chiesa vicina al castello piuttosto che quello di Greve".
"Dove costruimmo invece l'edicola – prosegue – con il giornalaio che cercava maldestramente di nascondere la verità sul lavoro della figlia al povero Novelli e dove girammo in uno dei due bar ancora con biliardo".
"Ricordo l'imbarazzo di Moana – dice ancora – nel ritrovarsi con una troupe e dei professionisti lontani dal mondo del porno e vicini invece al suo autentico: non dimentichiamo che lei aveva tentato senza successo una carriera normale di attrice lavorando con Carmelo Bene ed altri registi di prestigio. Un esempio? Il nostro direttore della fotografia era Blasco Giurato, che aveva appena vinto un Oscar con "Nuovo Cinema Paradiso", e a lei probabilmente questi contrasti ricordavano il prezzo della sua scelta estrema”.
Sempre in tema di location, Novelli, in un'intervista che chi scrive realizza con lui al termine della lavorazione del film, precisa: “Originariamente "Amami" era ambientato a casa mia, a Poggibonsi. Poi ci si accorse che era troppo grande e la storia sarebbe diventata poco credibile".
"Allora pensammo a Greve – dice ancora Novelli – ma non è stato un ripiego, bensì una scelta di fortuna! Nel senso che fummo fortunati a capitare in un luogo accogliente e cinematografico come pochi: per me la piazza di Greve è meravigliosa. Abbiamo girato al cimitero e nel vicinissimo borgo fortificato di Montefioralle, prosegue Novelli, nè abbiamo trascurato di entrare in alcuni edifici del centro”.
Chiudiamo con il commento che dell'esperienza ci lascia proprio Moana Pozzi, quando la intervistiamo nell'aprile di quell'ormai lontano 1993: “Firenze è una bellissima città, e questo vale anche per i suoi dintorni e per le sue colline che ho potuto ripercorrere poche settimane fa, quando ero a Greve in Chianti sul set di "Amami". Ne ho un ricordo stupendo”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































