Gara bruttina con il Carpi.
Orario strano. In Curva Fiesole presenti in massa i clamorosi “UNONOVEDUESEI”, nuovi leader centrali del settore. Saranno stati poco più di mille, ma hanno cantato ininterrottamente per 96 minuti, straordinari.
Tribuna gremita grazie al prezzo di favore (10 euro per gli abbonati).
Anche il sottoscritto tra i presenti, accompagnato dal fedele giovane cognato e dalla figlia di 5 anni, all’esordio tra gli spalti. Della partita gliene fregava il giusto, ma è rimasta completamente rapita dai cori degli infaticabili ragazzi della curva.
Sugli spalti più “nobili”, proprio a causa dei prezzi bassi, vi erano numerosi individui probabilmente poco abituati alla sofferenza, che coglievano l’occasione per mirare al più debole di turno e riempirlo di impropèri di ogni genere, rafforzati dal risultato negativo che stava maturando.
Un tizio in particolare (lucchese o pisano, non saprei dire) negli ultimi 40 minuti della gara ha pensato bene di offendere a ripetizione Babacar, Ilicic e Alonso. Proprio dietro di me.
Beh su Ilicic non me la sono sentita di contraddirlo…
Ma quando ho sentito le offese a Babacar ho iniziato a storcere il naso. Pensavo anche a mia figlia, lì accanto a me, che sentiva tutte quelle parolacce… Non erano quelle il problema. Semmai il fatto che venivano dirette ad un nostro calciatore. Dalla tribuna sei vicino, il calciatore ti sente bene.
In quel momento ho provato ad urlare più forte di lui con un “Forza Baba!! Dai, dai!!” sperando di far capire al forestiero che non era aria e che sarebbe bene sostenere, piuttosto che infamare. Mio cognato deve aver pensato la stessa cosa, in quanto abbiamo urlato all’unisono.
Il mondo che si ribalta, pensavo. Proprio io, re indiscusso dei rompipalle, criticoni, rosiconi, noioso cronico, lamentone, che difende la propria squadra sotto di un gol contro il modesto Carpi.
Ma il cuore è cuore. I miei affetti li posso anche rimproverare qualche volta, ma voi non vi ci provate.
Certo, capitano dei periodi in cui vale tutto. Capitano quegli anni in cui il tuo Milan ad esempio dovrebbe lottare per il 2°-3° posto e poi arriva 11°. Lì qualche insulto può uscire, anzi, credo sia dovuto.
Sarebbe bene ricordarsi però che la nostra Fiorentina dovrebbe lottare per il 6°-7° posto e che per adesso è al 2°. E allora dire a Babacar che fa schifo oppure offendere 5 minuti di fila Alonso perchè (forse) non rinnoverà e che secondo te “non è degno di portare la fascia di capitano” (ultimi 2 minuti di gara, dopo l’ennesima folle espulsione di Gonzalo) mi pare un tantino troppo.
Capisco che hai la fidanzata più brutta di Ilicic, con l’espressività di Tatarusanu e la femminilità di Rebic, però vedi, non è colpa di Alonso. E a fine partita, con la bimba per mano, gliel’ho detto in faccia: “Non li offendere i nostri calciatori. Fai anche tanta strada per venire allo stadio e li offendi? Stai a casa, è meglio”.
Sue sciocche risposte, mie ulteriori repliche. Finita lì. Ce ne andiamo a casa.
Un episodio come altri mille, che chiunque è stato allo stadio avrà vissuto chissà quante altre volte. Però è utile per far capire come quando non si ha la “giusta testa” tutto sembra brutto, difficile, complicato.
Chissà che pensava, quando blaterava i suoi deliri. Pensava che saremmo retrocessi, che i suoi 10 euro sull’1 fisso sarebbero andati perduti, che il suo orgoglio sarebbe rimasto irrimediabilmente ferito, chi lo sa.
Di certo pensava poco e pensava male, come i nostri calciatori scesi in campo, come sarà capitato anche a Paulo Sousa.
Vediamo di non commettere il medesimo errore, domenica pomeriggio. Ricordiamoci di essere una bella squadra, la seconda in classifica. Quelli che avremo di fronte saranno presumibilmente vestiti di giallo, ma non sono il Brasile.
La giusta concentrazione basterà per fare 3 punti fondamentali. Molto più importanti di quanto tutti pensino.
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