MERCATALE (SAN CASCIANO) – “Le forme di Venere”, a Mercatale: l’arte accende il paese e racconta il femminile.
Una mostra diffusa ideata da Emma Matteuzzi, voluta e sostenuta dalla Pro Loco di San Casciano, trasforma le bacheche del paese in una galleria a cielo aperto.
Dodici opere di tre artisti contemporanei per riflettere sulla figura della donna e restituire nuova vita a uno spazio del paese.
C’è un modo speciale di fare cultura: portarla fuori dai musei, inserirla nella quotidianità e renderla parte del paesaggio di un paese.
È proprio questo lo spirito di “Le forme di Venere – Visioni contemporanee del femminile”, inaugurata in occasione del Campionato della Bistecca e visitabile fino alla fine di luglio nell’ambito delle iniziative dell’Estate Mercatalina.
Il progetto prende forma attraverso tredici bacheche nel paese di Mercatale: una dedicata alla presentazione della mostra e dodici che ospitano opere di artisti contemporanei accomunati da una personale riflessione sull’universo femminile.
Un’idea semplice quanto potente: quelle bacheche, quasi invisibili agli occhi dei passanti, si trasformano oggi in una vera e propria galleria d’arte all’aperto.

Luoghi che diventano curiosità e bellezza, capaci di accompagnare residenti e visitatori in una passeggiata fatta di immagini, emozioni e pensieri.
“L’iniziativa nasce dalla volontà della Pro Loco di portare la cultura negli spazi della quotidianità e di valorizzare i nostri borghi attraverso l’arte” sottolinea il presidente della Pro Loco di San Casciano Francesco Guarducci.
“Questo progetto – aggiunge – è stato possibile anche grazie alla disponibilità e alla collaborazione delle associazioni di volontariato, dei partiti politici e dell’amministrazione comunale, che hanno concesso le proprie bacheche permettendoci di trasformarle in una galleria d’arte diusa; un bellissimo esempio di collaborazione tra realtà diverse che hanno scelto di mettere a disposizione uno spazio comune per un’iniziativa culturale aperta a tutti”.
La mostra propone dodici opere di Maurizio Rapiti, LeWoms e Meri Ciuchi, tre artisti che, attraverso linguaggi profondamente diversi, restituiscono una visione sfaccettata della donna contemporanea.
Le tele di Maurizio Rapiti dialogano con la storia dell’arte e con l’immaginario moderno, accostando riferimenti classici e suggestioni contemporanee.
Opere come Fornarina SuicideGirl, Ruthless, La Bagnante di Kyoto e Ancora Meditazione raccontano figure femminili sospese tra forza, introspezione, eleganza e provocazione.
Con LeWoms, invece, il femminile assume i contorni della delicatezza e dell’identità.
Attraverso acquerelli, acrilici, china, foglia oro e argento liquido, opere come Sakura, Barbara, Stella e Caterina evocano donne diverse tra loro, ciascuna portatrice di una storia, di una sensibilità e di una propria luce.
Il percorso si completa con i lavori di Meri Ciuchi, che intrecciano fotografia, ricamo e arte tessile in una ricerca intensa sul corpo, sulla libertà e sull’identità.
“Ringrazio di cuore – conclude Guarducci – Maurizio Rapiti, LeWoms e Meri Ciuchi, che già lo scorso anno avevano realizzato una “inseminazione artistica” sugli sportelli dei contatori delle vie del centro di San Casciano, ancora presente e apprezzabile lungo le strade, e che hanno scelto ancora una volta il nostro territorio valorizzandolo con i loro progetti di street art, accomunati dall’intento di rendere l’arte accessibile a tutti e di trasformare l’arredo urbano in espressione creativa”
“Le forme di Venere” non è soltanto una mostra dedicata alla donna ma un invito a osservare il femminile nella sua complessità: forza e fragilità, libertà e consapevolezza, tradizione e contemporaneità convivono in un percorso che stimola il dialogo e la riflessione.
Grande merito è stato quello di Emma Matteuzzi che, con sensibilità e visione, ha saputo immaginare un progetto capace di coniugare arte, territorio e partecipazione.
La dimostrazione di come la cultura possa diventare uno strumento concreto di valorizzazione degli spazi pubblici, rendendo protagonisti luoghi spesso silenziosi e restituendo loro una funzione sociale oltre che estetica.
Una mostra che invita a rallentare lo sguardo, a fermarsi davanti alle opere e a lasciarsi interrogare dalle tante… forme di Venere che abitano il nostro tempo.
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