IMPRUNETA – La situazione di Villa le Terme, storica struttura per anziani (e riabilitazione) ai Falciani, di proprietà del gruppo Korian, è fra quelle attenzionate, si dice, dall’Ausl Toscana Centro.
Ma nessuna comunicazione ufficiale è per adesso arrivata in merito a quanto sia accaduto all’interno nelle ultime settimane. Su quale sia la situazione attuale e le prospettive.
A questo si aggiungono le prese di posizione dei sindacati, in particolare della Cgil (funzione pubblica) di Firenze, che sulla questione ha anche lamentato di non essere riuscita neppure a parlarne con il sindaco, Alessio Calamandrei.
E proprio al sindaco Il Gazzettino del Chianti ha rivolto tre domande per cercare di fare chiarezza sulla situazione.
Sindaco, qual è ad oggi la situazione a Villa Le Terme?
“La situazione è sotto controllo. A inizio mese è stato fatto il prelievo sierologico a tutti i degenti e lavoratori all’interno della struttura da parte di UFS Igiene Pubblica della Ausl, dopo che il giovedì precedente era stato fatto un sopralluogo fra la stessa UFS igiene pubblica e nutrizione zona Sud Est, UFS medicina prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro zona sud est, UFS vigilanza e controllo delle strutture sanitarie e sociali del dipartimento della prevenzione dell’ Ausl Toscana Centro. Sono stati fatti circa 450 prelievi. Di questi 158 degenti (posti limite) in lungodegenza geriatrica e 112 degenti (posti limite) in riabilitazione e medicina fisica, il restante a tutti i lavoratori interni alla struttura. Di questi sono poi passati a tampone circa il 10%. Dall’inizio della pandemia in totale sono stati 12 casi su lavoratori (3 infermieri, 4 medici, 3 operatori sanitari, 2 fisioterapisti), i degenti colpiti da Covid sino ad oggi sono 23. Un dato complessivo che si attesta su una percentuale del 7,6%. Di questi, per completezza del dato, tre lavoratori e due degenti sono residenti del comune di Impruneta”.
Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto (al giornale) almeno quattro lettere anonime molto circostanziate su morti e contagi sospetti, con tanto di nomi e cognomi, riferiti a Villa Le Terme. A lei è arrivato niente?
“A me ne è arrivata una e, nonostante la procedura di protocollo sia ben chiara, ho inoltrato immediatamente ad UFS igiene pubblica della Ausl. Al momento della lettera anonima il sottoscritto era già in contatto sia col responsabile di Villa Le Terme sia con la responsabile del servizio di Igiene Pubblica della Ausl. A dirla tutta già da metà marzo tramite mail, la struttura ha sempre tenuto informato il comune delle positività extra residenziali e quindi non assegnate al comune di Impruneta secondo quanto avviene tramite la piattaforma SISPC della Regione Toscana. Su morti e contagi sospetti, non effettuando il tampone da parte dell’Ausl “a tappeto”, posso dire ben poco. Una cosa mi sento di dirla, se l’Ausl ha deciso di inserire all’interno di Villa le Terme un reparto degenti Covid positivi, trasferendo all’interno molti degenti di altre Rsa, lo ritengo personalmente un apprezzamento per le professionalità interne presenti, e la reazione immediata da parte della struttura. Sappiamo bene quello che è successo a molte strutture similari, con focolai interni che sono arrivati a colpire anche il 90% dei degenti”.
Cosa si sente di rispondere ai sindacati (la FP Cgil) che dicono che sulla questione non riescono neanche a parlare con lei?
“Rispondo semplicemente che mentre giovedì scorso mi sono stati chiesti i dati dei buoni alimentari dalla dottoressa Laura Scalia (referente Cgil Chianti), ed ho risposto tranquillamente dirottando sull’assessore al sociale in quanto i dati non erano ancora definitivi, a me la dottoressa Anna Filippini, della segreteria della funzione pubblica Cgil Firenze, non mi ha mai ne chiamato né messaggiato. Visto che afferma di non essere riuscita a parlare con me, vorrei solo sapere quando mi ha cercato. Risulta poi alquanto strano questo interessamento solo per Villa Le Terme, mancando di ricordare che nel comune di Impruneta c’è un’altra struttura con oltre 120 degenti, l’Opera Pia Vanni, ma poiché li la situazione non desta nessuna preoccupazione, perché attenzionarla? Non valgono forse le stesse attenzione per gli oltre 100 lavoratori di questa struttura? O si tratta forse di questioni legate al rinnovo contrattuale? Aggiungo inoltre l’informazione all’Opera Pia Vanni sono in corso i rilievi sierologici. Il “ritardo” come molti si ostinano a dire, è dovuto al fatto che all’interno della struttura non esiste nessun caso conclamato, e quindi come Rsa è stata fatta fra le ultime. Mi lasci concludere dicendo che ci saranno sicuramente modi e tempi per verificare se ci sono state delle leggerezze, delle inadempienze o delle mancanze di rispetto delle normative, ed è giusto che, se ci sono state vengano fuori. Il mio più sincero abbraccio va ai parenti delle persone che in questo triste periodo ci hanno lasciato, dicendo loro di richiedere tutti gli approfondimenti del caso se hanno avuto dubbi durante la degenza dei propri cari. Sarà casomai compito della magistratura indagare su quanto verrà richiesto”.
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