BARBERINO TAVARNELLE – Ha preso, come si diceva una volta, “carta e penna” e, dai suoi canali social, ha scritto parole di fuoco nei confronti del suo partito, il Pd, rivolto in particolare al livello regionale, guidato dal segretario Emiliano Fossi.
Il sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli ha scelto di lavare i panni sporchi in piazza, utilizzando quella virtuale come pungolo, come spunto di riflessione.
“Non ho mai scritto nulla del Partito democratico su Facebook – inizia – perché sono sempre stato abituato a confrontarmi a viso aperto nelle stanze e nei luoghi dove ci si parlava, un tempo. Oggi non più”.
“Si può ancora dire qualcosa in questo partito – chiede pubblicamente – o il confronto è diventato un tabù o una mera rassegna stampa?”.
“È questa la domanda che molti di noi, militanti e amministratori, si pongono da mesi – prosegue – Davanti a un Pd toscano che sembra aver sostituito i congressi e le assemblee con i comunicati stampa e i post sui social, un partito che ha fatto dei listini e delle candidature bloccate uno scempio, il silenzio sta diventando assordante”.
“Non possiamo più far finta di nulla – incalza Baroncelli – Serve una vera analisi dello stato di salute del Partito democratico, che parta dai territori e non dalle stanze chiuse di Firenze o Roma”.
“Un partito serio non si arrocca – accusa – Un partito serio non affida l’analisi del voto e del futuro della Toscana a un asse ristretto escludendo tutto il resto della comunità democratica”.
Quindi, secondo il primo cittadino di Barberino Tavarnelle, “basta nascondere la polvere sotto il tappeto; basta con l’autosufficienza che ignora le sconfitte locali; basta con la gestione verticalizzata che cala le decisioni dall’alto; basta far parlare chi ha sempre perso e oggi pretende di spiegarci come si vince, mascherando i passi indietro come vittorie di linea politica”.
“Il Pd deve ritrovare la sua più ampia rappresentanza – rilancia – Deve tornare a essere la casa dei riformisti, dei cattolici democratici, della sinistra di governo e di chi vive il territorio ogni giorno, non solo di una singola corrente o peggio come adesso di un gruppo ristretto e di potere”.
“Ritroviamo il coraggio del confronto vero, libero e plurale – conclude – La Toscana e i nostri elettori si meritano molto di più di un partito che si parla allo specchio”.

























