Dodici anni e una passione innata per i robot, la meccanica e il Lego

Niccolò e Jacopo fanno parte della squadra fiorentina che partecipa al concorso First Lego League Hydro Dynamics

GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Niccolò Signorini e Jacopo Barellini, dodicenni entrambi, facce sveglie e belli disinvolti, semplicemente appassionati di robotica. Alla domanda su cosa gli piace di questa disciplina dell’ingegneria prima si guardano a vicenda poi ci guardano sorridenti come se fosse scontato o del tutto normale alla loro età.

 

Per loro infatti che fanno gruppo con altri nove ragazzi, Davide, Edoardo, Flavio, Gherardo, Lorenzo, Luca, Matteo, Riccardo e Tommaso più o meno coetanei lo è. Tutti insieme formano il Team H2bOt di Robots_Lab che quest’anno parteciperà come unica squadra di Firenze (nella foto) al concorso First® Lego® League “Hydro Dynamics”  che si terrà il 17 febbraio presso l’Università degli studi di Firenze alla Scuola di Ingegneria in viale Morgagni. 

 

Li abbiamo incontrati dopo la scuola, a Grassina dove abitano entrambi, per farci spiegare da dove nasce questa passione e la capacità con cui la portano avanti “Tutto è iniziato da un primo campo invernale sull’energia che abbiamo frequentato circa tre anni fa. Qui ci facevano usare dei kit particolari che sfruttavano energia solare per comandare un robot, poi visto che ci era piaciuto successivamente d’estate abbiamo seguito altre lezioni – inizia a parlare Jacopo – Ci piaceva giocare con il Lego®, soprattutto con quello technic  che ha ingranaggi e parti meccaniche ma non prevede  robotica”.

 

Da qui la spinta a coltivare questo interesse “Poi dall’anno scorso, frequentando Terza Cultura Società Cooperativa a Firenze insieme ad un team con i quali ci ritroviamo una volta alla settimana, siamo passati alla programmazione di un robot che è costruito da una unità tecnologica e da Lego® technic” ci spiega Niccolò.

 

Un’alleanza che funziona quella tra il vecchio mattoncino Lego e la robotica. Da un gioco che rappresenta una certezza ludica per bambini, ma non solo, di più generazioni all’applicazione in vari campi interdisciplinari con la progettazione di veri e propri robot.

 

La competizione a cui si stanno preparando prevede di dover sviluppare un progetto, scientifico e tecnico, per risolvere un problema del mondo reale e costruire e programmare un robot. Parlano di blocchi grafici usati per la programmazione e dell’uso del computer con una certa disinvoltura, Niccolò ha anche realizzato il logo del loro team.

 

Naturalmente sono seguiti da un tutor, Stefano Errico, che con attenzione li guida. Entrambi sono ansiosi di arrivare al giorno della gara, quando sanno che il lavoro che hanno seguito per mesi sarà giudicato in pochi minuti. “Mi piace l’idea di poter far fare quello che vogliamo ad un robot usando certi pezzi, con dei comandi e usando la fantasia” spiega Niccolò.

 

Ragazzi creativi quindi, con una passione e predisposizione verso la scienza ma che fanno anche sport e seguono altre attività insieme agli amici “Io faccio anche judo e nuoto” aggiunge Jacopo, “ E io sono anche uno scout” dice Niccolò. E che alla domanda se hanno già le idee chiare su cosa vorranno fare da grandi sorridono e rispondono di no. Per fortuna, sono ancora ragazzi.

 

di Silvia Rabatti

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