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venerdì 14 Giugno 2024
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    Cittadinanza Attiva: “Il sindaco uscente Casini? Un inauguratore… seriale”

    Così la candidata sindaco Sonia Redini: "Intanto però scelte tuttaltro che sostenibili. Partendo dall'urbanistica"

    BAGNO A RIPOLI – Lo definisce ironicamente "il taglianastri, inaugurator, serial cutter”.

     

    "Sono tante – rimarca Sonia Redini, candidata sindaco di Cittadinanza Attiva – le espressioni satiriche che si possono trovare per definire la foga inauguratrice del sindaco uscente e ricandidato, fino ad ipotizzare un servizio inaugurazioni per i cittadini che vogliono rinnovare la casa o una cucina o un bagno appena ristrutturati".

     

    "La tentazione è forte – sottolinea Redini – perché il moltiplicarsi di simili eventi proprio in questo periodo porta a pensare che si tratti in realtà di semplici spot elettorali di una persona che, giocando sulla commistione fra la qualità di sindaco e quella di candidato, moltiplica eventi istituzionali per farne occasioni di propaganda elettorale".

     

    "Il tutto – tiene a dire – al rischio di svilire anche cerimonie dense di significato, come l’intitolazione del parcheggio di Bagno a Ripoli vicino alla Croce Rossa ad Emanuela Loi, agente di scorta del giudice Borsellino caduta nell’attentato di via D’Amelio".

     

    "A parte questa cerimonia molto particolare – prosegue Redini – che merita rispetto e condivisione, le altre inaugurazioni sono tese ovviamente a restituire l’immagine di una amministrazione attenta alla qualità e alla sostenibilità ambientale".

     

    "Questa immagine però – rilancia la candidata sindaco di Cittadinanza Attiva – è il paravento di altre scelte, che vanno in una direzione opposta a quella sbandierata: è un fatto che gli indirizzi per la revisione dei piani urbanistici prevedono di comprendere gran parte della piana di Ripoli nel nuovo perimetro del centro abitato per realizzarvi non solo un parco urbano, non solo le infrastrutture per la tramvia (deposito e parcheggio scambiatore), ma anche “infrastrutture e servizi a completamento e raccordo dell’edificato esistente”. Insomma, obiettivi in contrasto con il mantenimento del carattere rurale della piana, per evitare che Bagno a Ripoli diventi la periferia di Firenze".

     

    "Eppure – dice Redini – nella piana non vi sono solo terreni abbandonati: di recente attività agricole e vivaistiche stanno avendo nuovo impulso per cui la piana può tornare ad essere un ambiente vitale. Ma non basta! Nuovi insediamenti residenziali sono previsti in varie frazioni del nostro territorio, fra cui Antella ed Osteria Nuova, proprio in quelle colline che il sindaco vuol rendere patrimonio Unesco".

     

    "Ce n’è bisogno? – chiede e si chiede Redini – Intanto, mancano nuovi studi sulla necessità di alloggi e una ricognizione delle case e fabbriche vuote. E quelli fatti per i piani vigenti, che fine fanno? Ancora una volta emergono le ambiguità dell’agire dell’amministrazione uscente".

     

    "Il futuro per noi va in un’altra direzione – evidenzia – verso la ristrutturazione e la riqualificazione energetica degli immobili esistenti, verso la risistemazione dei centri abitati con interventi tesi a favorire l’aggregazione dei cittadini, verso un nuovo impulso all’agricoltura e all’artigianato. Le opere pubbliche possono essere realizzate senza concedere nuovi permessi di costruire; invece, il palazzetto dello sport è la contropartita per nuove case, la piscina (che peraltro sarà gestita da un privato) sarà il lasciapassare per un campeggio di bungalow".

     

    Dice ancora Redini: "Il sindaco parla poi di un nuovo asilo nido, guardandosi bene dal dire che ciò avverrà al prezzo della chiusura del nido Arabam, uno dei fiori all’occhiello del nostro comune".

     

    "Rimangono infine – conclude – le preoccupazioni per il futuro della scuola di Croce, la cui chiusura rappresenterebbe per la frazione la perdita di un importante centro di aggregazione, che ha contribuito a favorire anche la nascita di nuove attività economiche. Insomma, non è tutto oro quello che luccica e di certo non sono oro le continue, concentrate, inaugurazioni cui ci tocca assistere in questo periodo, come non lo saranno tutti i vari giardini ed altre opere promesse, che di per sé rappresentano solo il minimo sindacale cui debbono seguire interventi più importanti per garantire quella sostenibilità che altrimenti verrà perseguita solo a parole".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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